E da maggio biglietteria unica per SantElmo e San Martino Partenza lenta 54 i visitatori a Capodimonte ancora meno a San Martino Museo di Capodimonte, ore 14. Persone infreddolite sostano in un angolo del porticato. Aspettano lora fatidica, le 16, dellingresso gratuito. Non intendono rinunciare al "regalo" che la soprintendente al Polo museale di Napoli, Lorenza Mochi Onori, a Napoli dal settembre 2009, ha deciso di fare ai visitatori dei cinque musei cittadini. Ieri primo giorno di un esperimento di promozione dellarte nella città disastrata, che durerà quattro mesi. Ad ammirare gratis la mostra di Bill Viola e le opere di Vasari a Capodimonte sono stati ieri in 54, turisti e napoletani. Meno frequentato il museo di San Martino, al Vomero. Ma tutti sono entusiasti della novità. Cè un gruppo di Arezzo che arriva allimbrunire sul piazzale spazzato dal vento. «Ci sembra una cosa fatta bene», dicono Onofrio e Fernanda, «per la città però è un po poco, se non si leva la munnezza. I napoletani di cultura soffrono due volte». Cristina sottolinea: «Quando ci sono iniziative del genere bisogna che le notizie passino a livello nazionale. Deve essere comunicata la forza positiva della storia. Non basta la bellezza». Gli altri siti del Polo, Villa Pignatelli, Castel SantElmo e la Floridiana, ieri rispettavano il turno di chiusura. «Il primo test dellaffluenza non fa testo», chiarisce la soprintendente, «è un martedì di febbraio, mese di solito fermo, e non cè stata ancora abbastanza comunicazione della nostra iniziativa. Il primo screening serio potremo farlo nel weekend». La strategia della Soprintendenza per risollevare le sorti della città comincia dallingresso gratuito. Ma non si ferma qui. Lorenza Mochi Onori ha adottato la tecnica della gratuità, entro le 10 o dalle 16 alle 19.30, imitando lesempio dellestero, in qualche caso la Germania e in generale i paesi anglosassoni. «Unofferta per quattro mesi, fino alle prossime gare che si terranno per aggiudicare la gestione - spiega - È un modo per incentivare i napoletani a visitare i musei, rivolto a chi esce dal lavoro, agli universitari prima di andare a lezione. Per i turisti cè la fascia centrale. Il nostro obiettivo è far vedere perle conosciute in tutto il mondo e meno frequentate, proprio ai napoletani. Per risvegliare nei cittadini lorgoglio del tesoro che molti non sanno neppure di possedere, aiutarli a crescere in questa consapevolezza. Ogni volta che queste iniziative sono state attuate, magari in occasione della Festa della donna o per San Valentino, hanno sempre avuto un grosso riscontro». Quanto perderà il museo col biglietto gratuito? «Non abbiamo fatto un calcolo preciso - risponde la soprintendente - ma non moltissimo, erano fasce orarie non incentivate. Ci siamo mossi come stanno facendo ormai tanti alberghi, allo scopo di promuovere le presenze. Se ne avvantaggia lindotto, le persone si appassionano e ritornano». Lesperimento musei gratuiti è partito tenendo conto di un momento particolarmente negativo per la città. «Consideravo superato il dramma rifiuti che nel 2008 aveva provocato un calo terribile di visitatori, meno 40 per cento. Lultima emergenza ha avuto esiti tragici». Cosa accadrà dopo questi quattro mesi? «Non lo possiamo prevedere, non possiamo ipotecare il futuro. Ci saranno le nuove gare per la gestione dei musei. Certamente faremo altre iniziative per il maggio. Per SantElmo e San Martino si pensa di creare una biglietteria unica, ed è in corso la gara per il nuovo bellissimo bar ristorante. Ognuno di questi musei potrebbe fare la fortuna di Napoli. Ma i rifiuti di nuovo no, per favore. Questo non deve succedere».