Nelle previsioni di budget della giunta Alemanno una diminuzione del 50 per cento.Sacrifici anche per l'azienda speciale Palaexpo che riceverà un quinto dei fondi 2010 Macro e Teatro dell'Opera i tagli cancellano la cultura Il sindaco Gianni Alemanno MOSTRE cancellate, museo Macro a rischio chiusura, Teatro dell'Opera a un passo dal commissariamento, eventi dell'Estate romana ridotti all'osso, contributo alle università azzerato, probabile serrata della Casa del Jazz. Le cifre non sono ancora ufficiali, il ragioniere generale Maurizio Salvi e l'assessore al Bilancio Carmine Lamanda stanno facendo i salti mortali per far quadrare i conti, limando qua e là su ogni singola spesa programmata in tutti i Dipartimenti, ma una cosa è certa: sarà la Cultura a pagare il prezzo più alto alla manovra lacrime e sangue annunciata dal sindaco Alemanno per il 2011. Nel Bilancio di previsione che il Campidoglio sta mettendo a punto non senza problemi a causa, in particolare, dei 150 milioni di minori trasferimenti stanziati dallo Stato, la scure dei tagli si abbatterà con inusitata durezza sull'assessorato ora guidato dall'ex centrista Dino Gasperini. Il quale, promosso nel rimpasto di giunta che ha defenestrato Umberto Croppi, difficilmente sarà in grado di opporsi. D'altra parte, lo schema di massima che in queste ore circola a Palazzo Senatorio parla chiaro. La prima conferma si è avuta ieri con la proposta, comunicata dalla governatrice Polverini, di "creare un unico ente per gestire la Festa del Cinema e il Fiction Fest". Scelta che risponderebbe esclusivamente a ragioni di carattere economico e a una sola parola d'ordine: risparmiare. E se pure il ministro Tremonti ha sempre smentito l'affermazione a lui attribuita secondo cui "con la cultura non si mangia", il budget assegnato dalla giunta di centrodestra per la gestione di musei, teatri, fondazioni, accademie ed enti culturali rischia di essere dimezzato rispetto a quello dell'anno scorso. Dei 62 milioni stanziati nel 2010, nel Bilancio 2011 potrebbero essercene infatti meno di 30. Con un taglio orizzontale superiore al 50. Basta scorrere il prospetto, ancora ufficioso, che affianca a ogni singola voce la cifra a disposizione. Così, per esempio, la Casa dei teatri avrà appena 25mila euro rispetto ai 74.900 del 2010. Musica per Roma, che significa Auditorium, riceverà solo 3 milioni rispetto ai 4,750 dell'anno scorso. La Casa delle letterature da 103mila euro passa a 50mila. Per non parlare dei servizi per le manifestazioni culturali (dall'Estate romana all'editoria, dal carnevale alle iniziative di Natale): dagli oltre 13 milioni sborsati nel 2010 si sprofonda ai 2 milioni previsti per il 2011. Gli stessi accordati all'azienda speciale Palaexpo, che riunisce oltre al Palazzo delle Esposizioni le Scuderie del Quirinale: l'anno scorso sono arrivati 10 milioni, e per compensare non basteranno i 4 frutto della convenzione con la Fondazione di Emmanuele Emanuele. L'unica strada sarà deprogrammare, se non addirittura chiudere per lunghi periodi, cancellando alcune delle mostre in cartellone. Tanto più che per quelle da organizzare al Chiostro del Bramante e al Vittoriano sono stati previsti soltanto 40mila euro rispetto ai 200mila dell'anno scorso (poi saliti a 600mila). Come non bastasse, il contributo di gestione del Teatro di Roma verrà asciugato di 600mila euro (da 3,1 milioni a 2,5); l'Accademia di Santa Cecilia ne perderà 750mila, mentre il Teatro dell'Opera riceverà 10 milioni rispetto ai 17,5 incassati nel 2010. E siccome il taglio del Fus sottrarrà a Santa Cecilia 2,5 milioni e circa 8 al Costanzi, la voragine nei conti è una certezza. Ma il rischio più serio lo corre il neonato Macro: in base al business plan servono 8 milioni, in mancanza di sponsor la chiusura è assicurata.
Macro e Teatro dell'Opera i tagli cancellano la cultura
La giunta di Palazzo Senatorio ha proposto un budget per il 2011 con tagli significativi per la cultura. Il contributo per la gestione di musei, teatri, fondazioni e enti culturali potrebbe essere dimezzato rispetto a quello dell'anno scorso, con un taglio orizzontale superiore al 50%. Le mostre in cartellone potrebbero essere cancellate o ridotte, e alcuni enti culturali come il Teatro dell'Opera e l'Accademia di Santa Cecilia potrebbero perdere fondi. Il Macro, un museo a rischio di chiusura, potrebbe non ricevere i 8 milioni di euro necessari per funzionare.
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