Le verifiche effettuate da tre squadre dei vigili del fuoco hanno evidenziato lesioni statiche sul soffitto e su alcune arcate della chiesa. I Frati minori che da 800 anni amministrano la chiesa con il suo convento, perché proprio qui san Francesco dAssisi si fermò nel suo soggiorno romano, si sono accorti lunedì di queste crepe, nel giorno in cui si stava festeggiando la festa della beata Ludovica Albertoni, compatrona di Roma dal 1625. «La tradizione vuole che alla beata ogni anno vengano portati in dono dal popolo romano un calice dargento e sei rotoli di cera - spiega Gianfrancesco Solferino, storico dellarte e da 17 anni conservatore del convento - una consuetudine interrotta alla fine dell800 e ripristinata da 15 anni dallallora sindaco Francesco Rutelli. Ieri nella chiesa gremita a rappresentare il comune di Roma cera il nuovo assessore alla Cultura Dino Gasperini con la fascia da sindaco». Ora la paura dei Frati minori è che le due cappelle e la sacrestia rimangano chiuse per un tempo infinito, dimenticate. «Già i funzionari della sovrintendenza ai Beni archeologici hanno detto che non ci sono i fondi - racconta padre Giovanni Lucci, da cinque anni parroco della chiesa che conta 13mila parrocchiani - ma questo complesso monumentale è un bene fondamentale dellumanità. Rivolgiamo alle istituzioni un appello accorato per un intervento strutturale che non è mai stato eseguito». «Qui si conserva il protoconvento di San Francesco, che il papa con una bolla volle affidare ai Frati minori dal 1229, appena tre anni dopo la morte del santo. Non può essere abbandonato».
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Tre squadre dei vigili del fuoco hanno trovato lesioni statiche sul soffitto e su alcune arcate della chiesa di San Francesco. I Frati minori, che amministrano la chiesa, si sono accorti di queste crepe il lunedì scorso, durante la festa della beata Ludovica Albertoni. La tradizione vuole che ogni anno vengano portati in dono al popolo romano un calice dargento e sei rotoli di cera. I funzionari della sovrintendenza ai Beni archeologici hanno detto che non ci sono i fondi per un intervento strutturale, ma il complesso monumentale è un bene fondamentale dell'umanità.
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