Un'opera d'arte totale, simbolo universale della tragedia del terremoto. Il «Cretto» di Alberto Burri a Gibellina è come la sindone di un'intera comunità, un enorme monumento alla morte che con i suoi 65mila mq ripercorre esattamente il perimetro delle macerie - ricoprendole, inglobandole - di quella che fu Gibellina, distrutta dal sisma che devastò la valle del Belice nel gennaio 1968. Un'opera d'arte di grande tensione tragica, in dialogo con la memoria di un territorio e della sua gente, ma la cui forza plastica la impone tra i capolavori internazionali del secondo Novecento. Una colata di cemento, bianco come un sudario, land art che diventa memento mori. Il grandioso Cretto nacque all'indomani dell'appello che l'allora sindaco di Gibellina Ludovico Corrao, senatore del Pci, lanciò agli artisti italiani per lasciare un segno di rinascita là dove la terra aveva subìto una ferita mortale. Alla chiamata risposero in tanti - da Mario Schifano a Mimmo Rotella, da Mimmo Paladino ad Andrea Cascella, Arnaldo Pomodoro, Alessandro Mendini e altri - e si realizzò ex novo, 20 km più a valle, un'altra Gibellina che così quietava lo strazio dei suoi lutti rinascendo nel segno dell'arte. E divenendo un museo a cielo aperto. Ma la città nuova a Burri stava stretta: il celebre artista umbro preferì intervenire là dove erano rimaste le rovine del terremoto, quelle macerie che lo avevano commosso fino alle lacrime. Nel 1985 la grande opera cominciò ad essere costruita, quattro anni dopo i lavori furono bloccati dalla mancanza di finanziamenti. Da allora poco è stato fatto per il suo completamento: il Cretto di Burri, l'emblematica opera d'arte, la più grande d'Europa, è rimasta incompiuta e oggi è minacciata non solo dall'incuria e dalla mancanza di restauri, ma anche da infiltrazioni d'acqua e dissesto geologico che ne minano la stabilità. Un centinaio di intellettuali e personalità del mondo della cultura hanno perciò sottoscritto un appello al ministro dei Beni Culturali e al presidente della Regione Sicilia. Tra loro artisti come Marina Abramovic e Anselm Kiefer, musicisti come Claudio Abbado ed Ennio Morricone; scrittori come Andrea Carnilleri e Vincenzo Consolo, e ancora registi, presidenti di fondazioni culturali, direttori di musei come il Centre Pompidou di Parigi e il Guggenheim di New York.