I programmi del neo-presidente che succede a Gino Agnese Comincia il suo mandato al vertice della Quadriennale nel segno (sempre benvenuto) dell'understatement. «Ho una grande passione per l'arte», dice Jas Gawronski, «ma non posso certo vantare la competenza del mio predecessore Gino Agnese. Anche per questo mi impegnerò al massimo». Viennese, origini polacche, 75 anni, corrispondente della Rai da Parigi, New York, Mosca e Varsavia, cinque volte eurodeputato per il Pri e Forza Italia, amico di Gianni Agnelli fin dalla giovinezza, ben visto anche a sinistra, Gawronski giunge alla guida della Quadriennale dopo otto anni di presidenza Agnese, finiano e storico dell'arte. La nomina, attesa da giorni, è stata ufficialmente comunicata ieri dal ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi. Gawronski riceve un'eredità positiva da Agnese che ha rilanciato la grande rassegna con due megamostre molto apprezzate, le ha assicurato una prestigiosa sede a Villa Carpegna (dove ha organizzato un archivio-biblioteca con un milione di documenti) e ha concluso la sua gestione con un provvidenziale accordo con la Regione Lazio e l'appoggio di Renata Polverini. Ma il giornalista e uomo politico sa bene di dover affrontare una situazione economicamente difficile, esasperata dalla crisi e dalla mancanza di fondi. Come? «Nella prima fase », risponde, «cercherò di coinvolgere i privati, il cui sostegno è reso possibile perché la Quadriennale è una Fondazione. L'intesa raggiunta il mese scorso con la Regione non può farmi dimenticare la scarsa disponibilità di fondi pubblici e i tagli che ci sono stati». Le conoscenze che ha con il mondo imprenditoriale, ai più alti livelli, possono facilitargli il compito? «Possono essere utili ma non determinanti», sostiene Gawronski. «Soprattutto oggi si tratta di stabilire intese valide su un piano di convenienze. Le sponsorizzazioni non debbono essere considerate gesti di beneficenza». Nel suo lavoro sarà affiancato da un nuovo consiglio di amministrazione composto da Fabio Lemme, Giuliano Compagno, Duccio Trombadori, Georges De Canino e Carlo Fabrizio Carli, che subentra al posto dell'indimenticabile Graziella Lonardi Buontempo, fondatrice degli Incontri Internazionali d'Arte, scomparsa di recente. Dopo la nomina di Gawronski, qualcuno ha maliziosamente osservato che si tratterebbe di "un nuovo miracolo di papa Wojtyla", con un doppio riferimento al libro intervista dedicato dal giornalista-scrittore nel '94 a Giovanni Paolo II e al fatto che non sarebbe proprio un "addetto ai lavori" del mondo dell'arte... «Ma non è necessaria, per dirigere una grande istituzione come la Quadriennale, una specifica competenza in campo artistico bensì una capacità di gestione e organizzazione»», dice. D'altronde, un ingegnere ed economista come Paolo Baratta non è da anni validissimo presidente della Biennale? E aggiunge, sorridendo, Gawronski: «Quanto al fatto di essere oggetto della "benevolenza" di papa Wojtyla non potrei che esserne orgoglioso».
Roma, Quadriennale. Gawronski: Apriamo ai privati
Il nuovo presidente della Quadriennale è Jas Gawronski, che succede a Gino Agnese. Gawronski ha una grande passione per l'arte, ma non ha competenza in campo artistico. Ha ricevuto un'eredità positiva da Agnese, che ha rilanciato la rassegna e ha concluso la sua gestione con un accordo con la Regione Lazio. Tuttavia, la Quadriennale è in una situazione economicamente difficile. Gawronski intende coinvolgere i privati per ottenere fondi e stabilire intese valide con il mondo imprenditoriale. Il suo consiglio di amministrazione sarà composto da persone con diverse competenze.
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