Cultura e web. Google lancia l'Art Project: in rete già 17 istituzioni e mille opereResca: quella virtuale incrementerà la conoscenza reale Tanto per non sbagliare, ogni museo ha scelto come logo il proprio pezzo forte: la Nascita di Venere del Botticelli per gli Uffizi, la Notte stellata di Van Gogh per il Moma, l'Apparizione di Cristo di Ivanov per il Tret'jakov. Il viaggio tra i tesori di diciassette tra i più grandi musei del mondo, messo in piedi da Google con il suo Google Art Project, presentato ieri e già attivo all'indirizzo www.googleartproject.com, sembra cominciare dunque nel modo più ovvio e «turistico». Ma già la scelta delle gallerie e pinacoteche appare abbastanza particolare visto che in lista (almeno per ora) ci sono ben quattro americani (oltre al Moma di NY ci sono la Smithsonian di Washington, e i newyorkesi Frick Collection e Metropolitan); due tedeschi (Alte Nationalgalerie e Gemäldegalerie di Berlino); due olandesi (con il Rijksmuseum c'è il Van Gogh, entrambi ad Amsterdam); due spagnoli (Thyssen e Reina Sofia di Madrid); un ceco (il Kampa di Praga); due inglesi (i londinesi Tate Britain e National Gallery); due russi (1'Hermitage di San Pietroburgo e la Tret'jakov di Mosca). E se sorprende che per l'Italia ci siano solo gli Uffizi, sorprende pure che per la Francia non ci sia il grande Louvre ma la Reggia di Versailles. Ma d'altra parte d progetto è solo all'inizio. «Gli ultimi venti anni hanno trasformato e reso più democratico il mondo dell'arte ha spiegato Nelson Mattos, vicepresidente engineering di Google . Speriamo di potere così aiutare le persone di tutto il mondo ad avvicinarsi ai capolavori e ad esplorarli nei loro dettagli». Da oggi i visitatori virtuali potranno dunque trovare e consultare via web le schede di oltre mille opere d'arte di 486 artisti diversi, riprodotte con una straordinaria qualità di dettagli (ciascuno dei musei ha oltretutto selezionato un'opera da riprodurre con una foto «gigapixel» da circa 7 miliardi di pixel). Mentre, in virtù della funzione indoor di Street view, sarà possibile muoversi virtualmente per le sale salvando i dettagli di ogni capolavoro «per costruire la propria collezione personale». Ma l'operazione è suggestiva anche per la possibilità di scegliere direttamente l'inquadratura da cui ammirare un quadro passando a quello contiguo. «La nostra adesione al Google Art Project rappresenta un tassello storico nell'opera di una nuova coscienza culturale mondiale condivisa» ha commentato Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale. Che si è augurato, certamente, «di incrementare così la conoscenza dei nostri musei», ma anche «di poter spingere» i visitatori virtuali a diventare (finalmente) «reali».