MATTONE selvaggio ha colpito duramente in Campania anche nel 2003. «Ed era prevedibile dice Michele Buonomo, presidente di Legambiente perché l'abusivismo si è intensificato ogni volta che veniva annunciato un condono. Da noi il contraccolpo è stato particolarmente grave, perché ha bloccato l'inversione di tendenza registrata dopo gli abbattimenti di Eboli e del Fuenti». Così, nella statistica compilata dal Cresme, l'anno scorso la regione svetta in testa agli abusi: 7690 costruzioni illegali tra nuovi immobili e trasformazioni d'uso di rilevanti dimensioni. Circa 1700 in più del 2002. Per una superficie complessiva che supera il milione di metri quadrati e un valore immobiliare che, secondo Legambiente, arriva ai 576 milioni. Abusivismo di necessità, come sostiene Salvatore Ronghi, capogruppo di Alleanza Nazionale a Santa Lucia? «Ma che abusivismo di necessità obietta Buonomo . Ormai non siamo più al piccolo ampliamento. Siamo a quello che chiamerei abusivismo d'elite. Al tentativo di costruirsi la seconda casa in zone di grande pregio, magari su terreno demaniale». In questo quadro, con la sua legge, che però sciaguratamente non è ancora arrivata in consiglio, la Regione ha tentato di scongiurare le conseguenze del condono voluto dal governo. Che si prospettano tanto più gravi, ove mai dovesse passare anche alla Camera il maxiemendameto approvato dal Senato a metà ottobre che estende la sanatoria alle aree protette e a quelle del demanio. «Provvedimento tanto più grave per noi denuncia Buonomo in quanto abbiamo il 30 per cento del territorio regionale in area protetta e un demanio costiero molto importante». Ma contro il maxiemendamento, annuncia l'assessore Di Lello, Santa Lucia è pronta a scendere un'altra volta in campo con un ricorso.