Bramerini: rovina il paesaggio, cambiate il percorso Dopo le polemiche per Firenze e Scandicci, Terna dovrà rivedere anche il tracciato di 80 chilometri del maxi elettrodotto che vorrebbe far passare nella Valdambra, fra San Savino ed Arezzo. A chiedere lo stop alla società dellenergia elettrica è la Regione. «Consentendone la costruzione - dice lassessore allambiente Anna Rita Bramerini - si rovinerebbe il paesaggio». STOP a quellelettrodotto. «O ascoltano le nostre richieste o così come sono progettati, almeno per quanto riguarda la Regione, quei tralicci non si faranno», è decisa lassessore allambiente toscana Anna Rita Bramerini. La Regione chiede a Terna, la società della trasmissione dellenergia elettrica presieduta da Luigi Roth, di cambiare completamente percorso agli 80 chilometri di elettrodotto da 380 kv tra San Savino e Arezzo che secondo i piani di Terna dovrebbero attraversare la verde e intonsa Valdambra per portare lelettricità da Cavriglia a Arezzo. Si tratta del proseguimento del famoso maxi elettrodotto Casellina-Cavriglia che già ha suscitato tante proteste. Prima sulle colline di Firenze e Scandicci, e poi a Tavarnuzze, dove Terna ha piantato la stazione di trasformazione proprio al centro della valle più bella del paese, rifiutandosi di interrare solo altri 800 metri di cavi. Ai tempi delle colline scandiccesi, fu battezzato lelettrodotto sciupa-colline e fu costretto a variare percorso e a sostituire una decina di tradizionali, giganteschi e brutti tralicci con quelli «artistici» di Foster che ora si vedono dallautostrada. Adesso, lelettrodotto minaccia di diventare di nuovo uno sciupa-colline, questa volta le più belle dellaretino, come spiega il Comitato Alta tensione della zona che non abbassa la guardia nonostante la sospensione di ogni iniziativa decretata dopo lintervento della Regione. La quale conferma il rischio per la Valdambra, i boschi, i campi, i borghi antichi, le ville, i numerosi insediamenti agrituristici di qualità, le tante aziende agricole di pregio, i vigneti doc, fino a quelli della Badia a Coltibuono ai confini con la provincia di Siena. Cè tempo per fermare la strage. Prima di iniziare i lavori, lelettrodotto deve essere autorizzato dalla Via (valutazione di impatto ambientale) del ministero allambiente sulla base dei pareri regionali. Ma la Regione ha chiesto di sospenderla fin tanto che Terna non risponda alle sue richieste. Terna si è mossa in due tempi, racconta il Comitato. Prima aveva inviato alle amministrazioni locali un progetto in cui il tracciato ripeteva più o meno quello del vecchio elettrodotto da 220 kv che sarebbe stato abbattuto. Province e Comuni avevano dato il loro parere favorevole che, distrattamente, non hanno mutato quando, con un blitz avanti lestate, la società ha cambiato progetto e presentato in quello definitivo il famigerato percorso collinare. Finchè poi, messe sullavviso anche dalle proteste del Comitato e dellAssociazione per la Valdambra, si sono accorti del rischio e sono ricorse alla Regione: il Comune di Bucine, la Provincia di Arezzo, quella di Siena presieduta da Simone Bezzini. Preoccupati, non solo dal punto di vista estetico ma anche dal colpo che i piloni e i lavori di scasso nei boschi e nei campi per piantarli avrebbero portato a uneconomia fondata in gran parte sullagricoltura e sul turismo di qualità. «Noi dobbiamo ascoltare le istanze del territorio», spiega Bramerini. Ma aggiunge anche che i suoi tecnici, il cui responsabile Fabio Zita siede peraltro nella commissione ministeriale di Via come rappresentante della Toscana, hanno fatto un sopralluogo di quattro giorni sul posto e si sono ampiamente convinti delle buone ragioni di amministrazioni, comitato, associazione. Quel tracciato non passerà. «Non daremo mai un parere positivo. O Terna cambia o il nostro no sarà deciso. Dopodichè il ministero si dovrebbe prendere la responsabilità di varare la Via senza lavvallo della Regione», dice Bramerini. Cosa mai successa in caso di elettrodotti. La Toscana chiede a Terna, che pare non abbia preso per niente bene liniziativa, di presentare, non uno, ma due percorsi alternativi. Uno, più o meno sul tracciato del vecchio elettrodotto da 220, come propone anche il Comitato Alta Tensione che chiarisce: «Non siamo contro il necessario passaggio dallelettricità ma non capiamo perché lo debba fare in cima ai colli». Laltro percorso, dalla parte opposta allattuale, nella zona industriale del Valdarno che si dice ormai compromessa mentre la Valdambra è ancora vergine. Non solo. La Regione chiede a Terna un corposo pacchetto di integrazioni: sul rumore, i campi elettromagnetici da monitorare prima e dopo, la tutela della salute e del paesaggio, la salvezza di uccelli e fauna.
FIRENZE - Stop della Regione a Terna "No allelettrodotto in Valdambra"
Riassunto in 200 parole:
La Regione Toscana ha richiesto a Terna, la società di trasmissione dellenergia elettrica, di cambiare il percorso del maxi elettrodotto da 380 kv che passerà nella Valdambra, fra San Savino ed Arezzo. La società aveva proposto un percorso collinare che avrebbe minacciato il paesaggio e la biodiversità della zona. La Regione ha chiesto di sospendere la valutazione di impatto ambientale (Via) fino a quando Terna non risponda alle sue richieste. La società ha presentato due percorsi alternativi, uno sul tracciato del vecchio elettrodotto da 220 kv e laltro nella zona industriale del Valdarno.
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