La giunta lascerà cadere solo gli articoli su alberghi alle Eolie e costruzioni in verde agricolo, ma vuole salvare le assunzioni. Il governo deciso a pubblicare le norme impugnate IL GOVERNO Cuffaro non si rassegna. E prova a sfidare il commissario dello Stato sul suo terreno. Dopo la maxi impugnativa con la quale il prefetto Gianfranco Romagnoli ha falcidiato ben 15 norme della manovra di bilancio approvata dall'Ars, dopo il duro attacco sferrato dal governatore («II commissario ha travalicato il suo ruolo»), la giunta si prepara a pubblicare comunque alcune delle norme «bocciate». Esecutivo e maggioranza non intendono rinunciare soprattutto alle disposizioni che producono risultati immediati su occupazione e assunzioni. Insomma quelle destinate a pagare di più in termini di consenso. A cominciare dall'articolo col quale si sblocca l'ingresso nelle Ausl, a partire dal luglio 2005, di circa 700 medici della medicina dei servizi. Il governo è invece deciso a rinunciare ai due articoli più contestati, in materia urbanistica: la deroga ai vincoli per la costruzione di otto nuovi alberghi alle Eolie e la sanatoria su verde agricolo per consentire la modifica di destinazione d'uso dei capannoni per farne ville, alberghi e ristoranti. La decisione di non limitarsi a pubblicare la manovra senza le parti impugnatecom'è prassi è maturata nelle ultime 48 ore, dopo un'attenta rilettura dell'impugnativa. Il governo non vuole incassare passivamente. Spiega il vice presidente, Francesco Cascio: «Abbiamo affidato all'Ufficio legislativo e legale della Regione e ai consulenti giuridici della Presidenza il compito di valutare l'opportunità di pubblicare comunque alcune parti impugnate e di ricorrere, su di esse, alla Consulta contro l'impugnativa del commissario. Faremo eccezione per le norme urbanistiche, perle quali personalmente ho tirato un sospiro di sollievo». Per il resto, il team di giuristi, guidato dal costituzionalista Giovanni Pitruzzella, dovrà suggerire una delle due alternative: pubblicare 1'intera manovra con le parti impugnate oppure pubblicare in Gazzetta il testo senza le norme segnate in rosso, rinviando a una seconda ma rapida pubblicazione gli articoli che il governo vuole comunque salvare. «Così intendiamo procedere per l'articolo che sblocca le assunzioni dei medici, ma anche per quelle sul trasferimento dei forestali dallo Stato alla Regione, sugli autobottisti e per altre ancora» sottolinea Cascio. Ma la sfida del governo, neanche a dirlo, è soprattutto di natura politica. «Riteniamo, come ha già detto il presidente, che il commissario abbia travalicato il suo ruolo, basta leggere l'impugnativa per rendersi conto del suo giudizio di merito sulle norme, giudizio che non gli compete» rilancia l'assessore al Territorio. Una presa di posizione, questa del governo, che incontra i favori di una maggioranza parlamentare bacchettata non poco dalla censura di legittimità costituzionale del commissario. «La giunta fa bene a difendere la norma che avrebbe sbloccato le assunzioni nelle Ausl, per le quali bastano 24 milioni di euro nel 2005, in alternativa dovrebbe riproporla in Finanziaria» dice il deputato forzista (e primario) Giovanni Mercadante, che di quell'emendamento è il primo firmatario. Ma anche per il capogruppo di Patto per la Sicilia Antonello Antinoro «è il caso che il governo difenda le norme approvate davanti alla Corte Costituzionale, il commissario ha voluto incidere non tanto sulla legittimità delle norme, ma sulle politiche parlamentari». E se al termine del vertice di maggioranza di sabato è stato deciso di portare presto in aula la sanatoria sulle coste, l'assessore al Turismo Fabio Granata (An) invita gli alleati alla cautela: «Dopo la sovraesposizione che abbiamo avuto nell'opinione pubblica nazionale con la vicenda Eolie, è opportuno arrivare in aula con un testo unico che riguardi la riforma urbanistica e il riordino delle coste. Una norma rigorosa che non faccia parlare ancora di nuove sanatorie e colate di cemento». Ma per Egidio Ortisi, capogruppo della Margherita all'Ars «anziché prendersela col commissario dello Stato, governo e Parlamento dovrebbero ovviare con una correzione di rotta».