SANT'AGATA - E alla fine arrivarono i sigilli cautelativi al palazzone della discordia. Uno stabile di otto piani che tra favorevoli e contrari, denunce e prese di posizione consiliari aveva fatto discutere fin dalla presentazione del progetto. Tutto in regola per Comune e Genio Civile; presunte irregolarità per le minoranze consiliari e quanti non vedevano di buon occhio la struttura ribattezzata «ecomostro» e che a Sant'Agata lo si guarda ancora storcendo il muso. Alla fine tra pro e contro ci ha pensato la procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia cercando di fare chiarezza nella intricata matassa degli adeguamenti progettuali e dei presunti abusi. La storia, almeno nell'ultima tappa, quella di questi giorni si è conclusa con la convalida del sequestro preventivo da parte degli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Foggia, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati in materia urbanistica - ambientale, come si legge in una nota inviata alla stampa. In particolare il personale del Nucleo investigativo di polizia ambientale e Forestale (N.I.P.A.F.) del Comando provinciale di Foggia ha evidenziato «l'adozione di reiterati comportamenti illeciti finalizzati alla realizzazione di un imponente fabbricato in agro del comune di S. Agata di Puglia, mediaticamente individuato come "ecomostro». L'indagine, iniziata nel 2009 a seguito di numerosi esposti di privati cittadini ed amministratori pubblici, ha permesso di deferire alla autorità giudiziaria 4 persone tra pubblici dipendenti, imprenditori e liberi professionisti, per abuso d'ufficio e falso ideologico nonché violazioni urbanistiche in capo all'impresa costruttrice ed ai liberi professionisti. La struttura sottoposta a sequestro preventivo, formata da 4 blocchi scala disposti su 8 piani principali, è costituita da oltre 70 immobili (appartamenti, autorimesse e locali di deposito), ubicati in una area ad alto rischio idrogeologico e sismico. Non è la prima volta che Sant'Agata viene chiamata in causa da inchieste sulla base di denunce e contrapposizioni politiche a conferma di un clima denso di fibrillazioni tra la maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Lorenzo Russo. Chi non ricorda la vicenda di un anno fa delle particelle contestate per l'installazione di un parco eolico, una storia che portò a inquisizioni e gente sotto processo che ancora oggi si trascina tra veleni e contrapposizioni. Il parco eolico venne sequestrato ed oggi tutto è fermo dopo le denunce di gente che chiedeva risarcimenti per la posa in opera delle pale. Ora scoppia nel paesino dei monti dauni meridionali la storia del palazzo a otto piani anche questo materia di discordia che ha portato a quattro denunce tra funzionari, liberi professionisti vicini all'impresa. [er.tar.]