(ASCA) - Roma, 31 gen - L'Istituto Nazionale di Urbanistica "eleva una vibrata protesta di fronte al rischio di approvazione, in sede di conversione del decreto milleproroghe in discussione al Senato, dell'ennesimo condono edilizio, unendo la propria voce a quella di Legambiente, del Wwf e del Fondo Ambiente Italiano". "Il nostro paese, unico in Europa - rilevano gli urbanisti - ha gia' conosciuto tre condoni edilizi negli ultimi 26 anni: nel 1985, nel 1994 e nel 2003. L'emendamento presentato da un gruppo di senatori del Popolo della liberta', se reso legge, avrebbe effetti particolarmente devastanti, perche' aprirebbe le porte del condono edilizio anche per costruzioni abusive realizzate in aree vincolate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. L'esperienza dimostra che ogni condono genera una corsa all'illegalita' e agli abusi con effetti distruttivi su un territorio nazionale sempre piu' martoriato dall'eccessivo consumo di suolo. Ogni condono, inoltre, costa per i Comuni da sette a dieci volte di piu' (per la realizzazione degli infrastrutture e dei servizi) di quanto non produca in termini di entrate immediate. Per questa ragione il condono edilizio, oltre a essere fonte di iniquita' tra i cittadini e causa di disastri ambientali, e' anche un pessimo affare per lo Stato e gli enti locali". Percio' l'Inu "ribadendo la propria ferma contrarieta' esorta la maggioranza parlamentare e il governo a ritirarlo". res-mpdcamrob