Nell'ambito della riforma dell'organizzazione dei Beni culturali l'assessorato regionale ha istituito tre «Poli museali» con competenza sui tre valli di Sicilia: Demone, di Mazara e di Noto. Una ripartizione che ricalca una tradizione millenaria, un ritorno al passato che il dirigente generale motiva nella propria circolare con cui dà avvio alla nuova organizzazione delle strutture intermedie del «Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana». E l'identità siciliana è legata all'antico simbolo della donna a tre gambe, la Trinacria. Queste «tre gambe rappresentano i fiumi Imera, Salso e Simeto che la dividono nei tre valli Demone, di Mazara e di Noto, conclusi dai tre capi Peloro, Passero e Boero, con tre sistemi montuosi Peloritani-Nebrodi, Madonie-Sicani ed Erei-Iblei, e i tre arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi e delle Pelagie». Un sistema geomorfologico di esperienza millenaria, antecedente alla ripartizione amministrativa che risale alla dominazione araba ed è durata fino al 1817, all'annessione del Regno di Sicilia a quello di Napoli. Ed è stato proprio il Regno di Sicilia - primo in Europa - ad emanare, nel 1745, i primi provvedimenti di tutela istituzionale dei beni territoriali naturali e a istituire la prima "sovrintendenza per la memoria dell'antichità". Al 1778 risale l'articolazione della tutela in Regie custodie delle Antichità dei Valli Demone e di Noto, attribuita al catanese Ignazio Paternò Castello V principe di Biscari, e del Val di Mazara, attribuita al palermitano Gabriele Lancillotto Castelli principe di Torremuzza e marchese di Motta d'Affermo. «Le due circoscrizioni tutorie - scrive il dirigente regionale Gesualdo Campo - poi indicate Sicilia orientale e occidentale, sarebbero rimaste invariate sino al 2 gennaio 1987, quando sono state frantumate in 9 dalla legge 80 del 1977 che le ha riorganizzate su base provinciale e con competenze sui beni culturali». 31012011