NOGAROLE ROCCA. Il restauro della scultura ha permesso di scoprire che ha un grande valore Ora è tornata in chiesa a Pradelle «Così si recupera la nostra storia» La statua di San Donato d'Arezzo è stata restituita alla devozione della comunità nogarolese dopo il restauro ma con un nuova e importante catalogazione: è stata riconosciuta ufficialmente un'opera d'arte trecentesca. L'intervento che l'ha tenuta dal luglio 2008 nello studio di restauro Giordano Passarella di Padova l'ha riportata allo splendore del tempo e confermato le conclusioni dei ricercatori che l'hanno attribuita allo scultore Giovanni di Rigino che operò nel veronese al tempo degli Scaligeri. L'inaugurazione del restauro, la statua è ritornata alla devozione nel primo altare di sinistra della parrocchiale di Pradelle, ha richiamato cittadini, studiosi, autorità civili e dell'ordine pubblico. Gli interventi di Roberto Facincani del Consiglio pastorale e del parroco don Giorgio Zampini hanno ricordato il significato e il messaggio religioso. «Il pregio della statua», ha detto don Zampini, «che rappresenta l'apostolo dell'Eucarestia in mezzo ai pagani, è legato alla ricchezza del messaggio cristiano che impersona il simbolo della speranza di chi crede». Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Nogarole Rocca Luca Trentini che ha visto nella pregevole opera d'arte «il recupero della nostra storia perché solo chi ha coscienza delle proprie radici può guardare con fiducia al futuro». Ha ringraziato quanti «hanno collaborato per restituire alla comunità un'opera così importante entrata a far parte non solo del patrimonio culturale locale ma anche veronese e italiano». Per il restauro il Comune aveva stanziato 9.000 euro, altri 5.000 sono stati donati dalla Banca Popolare di Verona rappresentata da un suo funzionario alla cerimonia. Gli interventi dei professori Gian Maria Varanini medievalista, Ettore Napione storico del Medioevo, Enrico Maria Guzzo conservatore museo Canonicale di Verona e Anna Malavolta della Sovrintendenza di Verona hanno illustrato come sono arrivati alla scoperta del tesoro dell'arte scultorea medievale di Nogarole Rocca. L'input alla ricerca storica sulla statua era stato dato alcuni anni fa dal professor Umberto Tellini, ricercatore e storico nogarolese che aveva notato una forte somiglianza con la statua di San Procolo in cattedra di Giovanni di Rigino, conservata nell'omonima chiesa di Verona. «Era nata in me», afferma, «la convinzione che anche la statua di San Donato fosse qualcosa di più di una comune statua». Tellini che ha collaborato alla ricerca sulla storia di Nogarole Rocca di Bruno Chiappa e Gian Maria Varanini e alla quale hanno partecipato numerosi ricercatori, aveva interessato i colleghi a prendere in considerazione la sua ipotesi che ora consente di annoverare anche la statua di San Donato fra le opere trecentesche veronesi.