Polemiche per il progetto offshore di fronte alle spiagge del D-day. Insorgono reduci e ambientalisti MILANO - Un parco eolico offshore di fronte alle spiagge del D-day. L'annuncio della costruzione di 600 turbine eoliche a largo delle coste transalpine da parte del presidente Nicolas Sarkozy ha suscitato l'indignazione degli ambientalisti e soprattutto dei membri del «Comité du Débarquement», l'associazione ufficiale francese che commemora lo sbarco in Normandia. I critici infatti contestano la scelta di creare uno dei 5 parchi eolici marini da 3000 megawatt, che dovrebbero essere pronti entro il 2015 e che costeranno circa 10 miliardi di euro, a largo della costa di Calvados, tra le spiagge di Juno e Omaha, luoghi simbolo della Seconda Guerra Mondiale: qui il 6 giugno del 1944 le truppe alleate sbarcarono per portare a termine l'«operazione Overlord», la più importante e decisiva manovra militare del conflitto. LE CRITICHE - Sia gli ambientalisti sia i tanti reduci di guerra iscritti al «Comité du Débarquement» sostengono che il parco che nascerà a circa 11 km a largo da Courseulles-sur-Mer profana la memoria storica e definiscono la scelta di Sarkozy «inappropriata e incoerente». Il governo ribatte che i generatori dell'impianto, composto da 80 pale eoliche alte 160 metri, saranno appena visibili dalla costa. Tuttavia lo scontro continua e ha raggiunto toni ancora più concitati quando l'ammiraglio Christian Brac de la Perrière, capo dell'associazione commemorativa, ha detto che con questo investimento la Francia dimostra di non voler più preservare la memoria del D-day e il carattere essenziale delle cinque spiagge dello sbarco: «Il governo francese dice che l'intera striscia di costa che va da Utah Beach fino a Sword Beach debba essere proclamato dall'Unesco patrimonio dell'Umanità - ha commentato l'ammiraglio all'Independent di Londra - Ma allo stesso tempo costruisce questi generatori nel centro delle aree dello sbarco del 1944». LA DIFESA - Anche gli ecologisti ci vanno giù duro: Jacky Bonnemains, presidente dell'associazione ambientalista «Robin des Bois», dichiara: «Trovo davvero straordinario il fatto che nessuno nel governo comprenda che questa costruzione cambierà per sempre il carattere di un luogo sacro alla memoria. Sembra che a loro non importi nulla». Bonnemains aggiunge che il paesaggio marino sarà profanato dalle pale eoliche: «I promotori di quest'iniziativa e il governo dicono che i generatori saranno difficili da vedere, ma non è vero. Saranno invece facilmente visibili nelle giornate limpide e genereranno inquinamento luminoso nella notte». Infine secondo l'ambientalista il cui gruppo si batte contro tutte le centrali eoliche offshore, c'è il problema delle bombe: il letto del mare, più ci si avvicina alle spiagge del D-day, potrebbe nascondere ordigni inesplosi. Da parte loro i costruttori affermano che «l'impatto sul paesaggio marino» sarà limitato e non invasivo: «Visto da 11 chilometri di distanza un generatore eolico di 160 metri equivale a un oggetto di 1,6 centimetri visto da un metro di distanza». Anche i sindaci dei comuni che si affacciano sulla costa sono sostenitori del parco. Esso infatti dovrebbe portare tanti posti di lavoro e secondo Laurent Beauvais, presidente socialista della Bassa Normandia «non avrà alcun impatto negativo sulla pesca e sul turismo». Francesco Tortora