Quarto. È il giorno della mobilitazione contro l'ipotesi dell'apertura di una discarica nella zona delle cave di contrada Spinelli. L'appuntamento è per questo pomeriggio, quando il fronte anti-discarica si riunirà per dare vita a un corteo che dal centro cittadino sfilerà per la città e giungerà fino all'area delle cave. Il raduno dei manifestanti è previsto subito dopo pranzo nella villa comunale «Giovanni Paolo II», dove dalle 14 partirà il corteo. Si prevede una partecipazione massiccia e trasversale, da parte di cittadini, rappresentanti delle istituzioni e associazioni. Insieme al sindaco Sauro Secone e a tutta l'amministrazione comunale, sfileranno il «Comitato antidiscarica di Quarto», il coordinamento Civico Flegreo, i parroci delle cinque parrocchie cittadine e una delegazione della Diocesi di Pozzuoli, il presidente regionale di Legambiente, Michele Buonomo, e il presidente nazionale di Federconsumatori, Rosario Trefiletti; rappresentanti, a vario livello, di Pd, Verdi, Sel, Nuova Provincia-Lista Cesaro, Popolari Sud-Udeur, rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl; esponenti del mondo della scuola e della cultura. Intanto, ieri il sindaco di Quarto ha pubblicato sul sito internet del Comune i dati dell'Asl sui tassi di mortalità per tumore nel comprensorio flegreo, fermi al 2008. «Vengono i brividi - ha commentato il primo cittadino - perché per la prima volta negli ultimi tre anni a Quarto il numero percentuale di morti per tumore è aumentato rispetto ai morti per malattie cardiocircolatorie. Una discarica di rifiuti nelle cave di via Spinelli sarebbe un ulteriore colpo mortale». Ma gli oppositori della discarica fanno leva anche su altri dati. Secone ha dato incarico ad un team di geologi della Federico II di verificare le condizioni orografiche che, a giudizio del Comune, renderebbero poco opportuno localizzare una discarica nella cava. Inoltre, parere contrario all'apertura della discarica è giunto anche dalla Soprintendenza speciale per i Beni archeologici. In una lettera inviata alla Provincia dal soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, si sottolinea come «l'area prescelta risulti sottoposta a vincolo archeologico per la presenza di numerosi edifici antichi, ancora conservati in elevato o visibili in sezione di pareti delle cave in buona parte ormai sotto sequestro per i danni che le attività estrattive, spesso non autorizzate, hanno arrecato all'ambiente e al paesaggio, del quale preme sottolineare la valenza di paesaggio storico. Quanto sopra si rappresenta quale ulteriore e non certo trascurabile elemento di valutazione, perché se ne tenga in debito conto nell'ambito delle scelte che dovranno essere compiute»