Al convegno organizzato dal Comune di Lecce, Fitto, il sottosegretario Bono, rappresentanti di Brindisi e Taranto, Regione, Enit, Assindustria - Tanti itinerari in un'ottica di sistema: la ricetta per vincere «Bisogna operare nella individuazione del prodotto culturale locale integrato» Per il sottosegretario alle attività e ai beni culturali, Nicola Bono, per incrementare il turismo «bisogna operare nella individuazione del prodotto culturale locale integrato, cioè sul prodotto culturale che è il frutto di monumenti, prodotti tipici, tradizioni culturali, capacità di organizzare spettacoli e intrattenimento in un'area definita». Bono ne ha parlato nel corso del convegno svoltosi a Lecce sul tema: "Per un turismo plurale. Le nuove frontiere", promosso dall'assessorato al turismo e marketing territoriale del Comune di Lecce, al quale hanno partecipato il sindaco Adriana Poli Bortone, il presidente della Regione Raffaele Fitto, il vicepresidente dell'Enit Vittorio Andidero e gli assessori dei Comuni di Brindisi Giorgio Caiulo e di Tarante Savino Torracco. Secondo il sottosegretario, «gli itinerari enogastronomici e religiosi che abbiamo sono pezzi di un mosaico che appare come una forma disordinata di offerta, che va organizzata». Per Bono quéste sono carenze di cultura territoriale, una cultura che «manca nel Sud ed anche nel Nord, perché il turismo finora ha vissuto di rendita e di capacità attrattiva autonoma del nostro Paese, che è notoriamente conosciuto nel mondo prima di tutto per le bellezze naturali e poi anche culturali. Basti pensare che solo il 23 dei turisti stranieri viene in Italia per motivi squisitamente culturali. Questo dovrebbe far riflettere molto sulle validità delle politiche adottate nel nostro Paese». «Occorre quindi - ha concluso - che questo 23 si elevi, non in proporzione ad un valore assoluto che deve rimanere tale, ma in proporzione ad un valore maggiore di turisti che devono venire attratti da queste specificità». Per Andidero «l'Italia deve mettersi in discussione e adeguarsi ai fenomeni internazionali. Occorre rimettere in moto la filiera, ritenendo il Sud area privilegiata per investire e partendo dalla Puglia e dalle città d'arte». Per fare questo bisogna «migliorare la ricettività, potenziare le infrastrutture, puntare sulla qualità. Promozione e marketing devono essere elemento strutturale dell'offerta, la vacanza è considerata un bene primario». Dì turismo plurale ha parlato il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, aprendo ai privati. E di turismo tematico hanno parlato quasi tutti. Obiettivo: catturare nuovi mercati destagionalizzando l'offerta. Ma chiarendosi su quali sono gli obiettivi. Lo ha detto Fitto: dobbiamo decidere che tipo di turismo vogliamo e se decidiamo che questa è la nostra vocazione tutti i nostri interventi vanno finalizzati. A partire dalla formazione delle professionalità.