CERRETO GUIDI. Ha dato il via alla petizione contro l'abbattimento dell'unico edificio storico esistente nella frazione Lazzeretto, voluto per migliorare probabilmente la viabilità. Si tratta dell'edificio legato alla storia dell'oratorio e del lazzaretto. Alexander di Bartolo s'è rimboccato le maniche per contrastare il Piano del Comune. Un'iniziativa presa - tiene a precisare - come semplice cittadino e non come consigliere comunale. Il documento è rivolto a un mare di istituzioni, associazioni, personalità della cultura. Ma, al primo posto, c'è la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggisti di Firenze. Ovviamente, non manca il diretto interessato: il sindaco Carlo Tempesti. Ma c'è anche monsignor Fausto Tardelli, vescovo della diocesi di San Miniato. «La storia della piccola frazione e del suo popolamento - evidenzia Di Bartolo - è intimamente connessa all'oratorio del lazzaretto, cui era annessa l'aerea di sepoltura. E' sopravvissuto soltanto il locale di pertinenza dell'antico oratorio (una sorta di canonica), che ancora oggi reca le testimonianze indiscutibili dell'antico utilizzo religioso. Una croce latina di metallo sul tetto dell'edificio; colonne stilizzate in pittura sulle pareti esterne; una nicchia atta un tempo ad accogliere una statua votiva». Poi non mancano le testimonianze orali «sull'utilizzo del luogo e sulle attività che un tempo animavano il resede intorno all'oratorio». Ecco, tutto questo sparirebbe. Appassionato di storia locale qual è, di Bartolo non ci sta: «Non ritengo una soluzione accettabile risolvere un errore commettendone un altro ancor più grave: perché la soluzione proposta offende la storia e le radici di una comunità intera. Abbattere un edificio è più che abbattere vecchie pietre abilmente allineate dalle maestranze passate. Significa voler cancellare, con la semplicità e la scelleratezza di un gesto apparentemente senza conseguenze, il passato di un popolo, la traccia di una storia antica che andrebbe invece valorizzata». Si meraviglia, poi, che i tecnici redattori del Piano non abbiano consultato le carte antiche, conservate nell'archivio storico. «Una mappa in particolare - afferma - indica con certezza l'ubicazione della chiesa di Lazzeretto e le sue pertinenze». E' una mappa stradale del 1820 circa. «So - afferma infine - di rivolgermi a persone sensibili a certi temi, autorevoli per meriti culturali e accademici, stimate dalla popolazione e le cui voci non potranno certo essere ignorate dalla politica locale se unite in coro». S'è fatto vivo, tra i primi, il più noto dei figli di Lazzeretto: Adriano Prosperi, storico, docente alla Normale di Pisa. Il quale ha scritto a Di Bartolo: «Sono allibito dalle notizie su quel che si preparano a fare a Lazzeretto. Ha tutto il mio appoggio contro quel progetto insensato. Di questo passo potrebbero anche decidere d'eliminare, a Cerreto, la chiesa di Santa Liberata, che effettivamente crea qualche ostacolo al traffico».