"È una bomba nel bel mezzo dei Campi Flegrei: la puzza è continua, i morti che aumentano" "Se domani arriva lesercito, siamo già pronti in quattrocento a presidiare larea notte e giorno" «Dovranno passare sui nostri corpi. Nessuna discarica si farà, mettiamolo in chiaro». Mentre guida il corteo per le strade di Quarto, il sindaco Sauro Secone pronuncia parole di fuoco, forte della presenza massiccia dei manifestanti. Sono almeno diecimila per gli organizzatori, ottomila secondo la questura. Quel che è certo è che un fiume di gente attraversa il centro di Quarto per urlare il suo no alla discarica di via Spinelli, ultimo sversatoio in ordine di tempo individuato dalla Provincia. Una marcia pacifica affollatissima. Sette chilometri, un serpentone umano, con i palloncini colorati e gli striscioni, una marea silenziosa rotta solo dagli slogan. «No alla discarica, sì alla vita» ripetono i manifestanti, mentre sfilano dalla villa comunale di Quarto diretti verso la cava in località Brindisi. Decine i cori contro il presidente della Provincia Luigi Cesaro, il ministro Roberto Maroni, lex capo della Protezione civile Guido Bertolaso e la sua vice Marta Di Gennaro. La sfilata prosegue lungo corso Italia, si ferma a due passi dalla Fescina, la necropoli romana che costeggia via Campana. Per lennesima battaglia ambientale scende in piazza la società civile. Famiglie intere, alunni delle scuole elementari e medie, giovani, universitari, pensionati. In tanti sono arrivati dai paesi vicini per offrire la loro solidarietà, in corteo ci sono anche i comitati di Terzigno, Acerra, Chiaiano, Taverna del Re, gli antagonisti e i no global. Cè il professore Franco Ortolani, geologo della Federico II, il presidente di Legambiente, Michele Buonomo, Peppe De Cristofaro coordinatore regionale Sel. Ci sono i parroci. Anche la Chiesa si è mobilitata. Nellarea individuata per la cava dovrebbe nascere uno dei più grandi santuari mariani della zona. Il delegato del vescovo di Pozzuoli, don Gennaro Guardascione ha annunciato che oggi durante la messa in tutte le chiese della diocesi, verrà letta una nota del presule Gennaro Pascarella in cui viene ribadito il no alla discarica. «Le autorità non si troveranno contro soltanto i 40 mila cittadini di Quarto - ribadisce il sindaco Secone - ma anche i residenti di Marano, Pozzuoli, Giugliano e molti arriveranno da Napoli come hanno dimostrato oggi. Il nostro presidio della cava continuerà fino a tempo indeterminato, almeno fino a quando non si chiuderà questo capitolo». Nessuno avrebbe potuto immaginare di aprire una discarica da queste parti, dicono i manifestanti, «solo un folle avrebbe potuto pensarlo». Si tratta di un territorio inadatto sia per la posizione geografica delle cave, dove è assente unopportuna ventilazione ma anche per la presenza di resti archeologici. Per non parlare della problematica idrogeologica (secondo una teoria del geologo Ortolani appoggiata dai Verdi, il terreno delle cave sorge su una falda acquifera e linsediamento della discarica finirebbe per contaminarla). Una zona dove, da qualche tempo domina la paura. «Siamo terrorizzati, qui in tanti sono morti a causa di tumori maligni», ripetono i manifestanti incolonnati in corteo. Una teoria sostenuta dal sindaco, che ha pubblicato sul portale del Comune il rapporto elaborato dal dipartimento di prevenzione della Asl Na2 Nord, dove si evidenzia che il 43 per cento dei morti a Quarto è riconducibile a tumori maligni. Il sipario su questa storia deve calare, sono i cittadini a chiederlo. E se il loro appello sarà inascoltato, sono pronti ad alzare le barricate. «Se, come le voci di strada confermano, lunedì (domani, ndr) arriva lesercito a impermeabilizzare la cava, già da stanotte (ieri, ndr) presidieremo larea. Siamo almeno in quattrocento, pronti ad alternarci notte e giorno», spiega Ciro, operaio edile. «Sarebbe una bomba nel bel mezzo dei Campi Flegrei, non vogliamo la discarica, siamo pronti a difendere il nostro territorio con i denti», rincara la dose un gruppo di giovani. «Non recederemo di un passo, non ci lasceremo intimidire. Non consentiremo a nessuno di accedere allarea. Noi già abbiamo deciso: la discarica non si farà. Siamo sicuri di vincere questa battaglia», incalza il portavoce del Comitato flegreo in difesa dellambiente e territorio. «La nostra battaglia labbiamo persa - interviene Gaetano del Comitato di Chiaiano - ora siamo pronti a sostenere i cittadini di Quarto. Viviamo vicino alla discarica e sappiamo cosa significa: la puzza è continua, i morti aumentano. È impossibile vivere in queste condizioni».
NAPOLI - Quarto, diecimila no alla discarica "Dovranno passare sui nostri corpi". In piazza famiglie, comitati, ambientalisti e parroci
In Campania, i manifestanti hanno organizzato una marcia pacifica contro la discarica di rifiuti che verrà costruita in un'area geologicamente instabile e vicina a resti archeologici. La manifestazione ha coinvolto decine di migliaia di persone, tra cui famiglie, alunni, giovani e pensionati, che hanno chiesto fermata alla discarica. Il sindaco di Quarto, Sauro Secone, ha affermato che il presidio della cava continuerà fino a quando non si chiuderà il capitolo. I manifestanti hanno anche minacciato di alzare le barricate se il governo non ascolterà il loro appello. La discarica è stata criticata per la sua posizione geografica e per la presenza di resti archeologici.
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