Chi sia Vitruvio, più o meno, lo sappiamo tutti. Marco Vitruvio Pollione è stato uno dei più celebri scrittori della romanità, è vissuto tra l'80 e il 20 avanti Cristo e ci ha lasciato un fondamentale trattato intitolato De Architectura. Era dunque un architetto? Non esattamente. Dalle poche notizie rimaste di lui, par di capire che, più che architetto, egli appartenesse alla categoria degli apparitores, ovvero dei gestori di macchine belliche. Infatti, nei dieci libri del suo ricchissimo trattato egli non si presenta mai come architetto, e solo in un'unica occasione descrive ampiamente un edificio, la Basilica di Fano, dicendo di averne curato personalmente la costruzione. Secondo alcuni studiosi, il fatto di aver avuto l'incarico di erigere la Basilica della Colonia Julia Fanestris (così i romani chiamavano l'odierna Fano) alimenta l'ipotesi che fosse stata proprio la città marchigiana ad avergli dato i natali. La descrizione della Basilica di Fano occupa cinque paragrafi del quinto libro del De Architectura e ci rivela che l'edificio si affacciava sul Foro in asse con il tempio di Giove. Era una fabbrica imponente. Aveva un colonnato di «ordine gigante» con colonne alte come i due piani della basilica che si elevavano da terra fino alla copertura a capriate. Un monumento, insomma, che manifestava magnificentia ed emanava una certa auctoritas. Purtroppo nulla s'è conservato di questa Basilica. Tuttavia Fano ha sempre coltivato amorevolmente la memoria di Vitruvio e lo fa anche oggi con l'apertura del l'Associazione centro studi vitruviani, un ente privato senza finalità di lucro che si pone diversi obiettivi: la ricerca e la documentazione sul l'opera del grande trattatista-architetto, la promozione di pubblicazioni, convegni, giornate di studio ed esposizioni, la creazione di materiale didattico. Tutto al fine d'approfondire sempre più l'opera di Vitruvio nel contesto dell'architettura classica e dei suoi rapporti con l'architettura moderna e contemporanea. L'associazione si propone anche di raccogliere, costituire e gestire una banca dati cartacea e informatica inerente l'opera vitruviana (edizioni del De Architectura, testi su Vitruvio e il De Architectura, testi, disegni e ricostruzioni della Basilica di Fano, testi riguardanti l'architettura romana, repertorio storiografico sui resti archeologici della provincia di Pesaro e Urbino) insistendo sul ruolo di Vitruvio nello sviluppo dell'architettura e della cultura occidentale dal Rinascimento ai giorni nostri. Vi è anche l'intenzione di realizzare e gestire uno spazio espositivo permanente dedicato a Vitruvio, alla Basilica di Fano e alle tematiche della rappresentazione della comunicazione dell'architettura classica e moderna. Modellato, nella sua struttura, sul Cisa di Vicenza (il celebre Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio), il Centro studi vitruviani di Fano è stato voluto da un consorzio di enti territoriali: Provincia di Urbino e Comune di Fano, Politecnico delle Marche, Università di Urbino, Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, Confesercenti di Pesaro-Urbino, Archeoclub d'Italia, con il supporto della Regione Marche. È diretto da un comitato scientifico di grande rilievo, presieduto da Salvatore Settis e composto da Pierre Gros, Howard Burns, Guido Beltramini, Marco Gaiani e Paolo Clini (presidente del Consiglio direttivo). Il Centro studi vitruviani è stato inaugurato ieri con l'apertura del portale web (www.centrostudivitruviani.org) e con l'annuncio delle prime iniziative: ad esempio, uno studio davvero approfondito sulla fortuna e il significato di Vitruvio nei secoli.