L'assessore Taglialatela: «Le nuove regole sanerebbero molte situazioni» Proposte a confronto Emendamento per riaprire il condono A COSA SERVE A riaprire i termini in Campania del condono del 2003. A ripresentare domande di condono già bocciate. A sanare abusi realizzati prima del 31 marzo 2003 COSA CAMBIA La riapertura dei termini del condono vale solo per gli abusi realizzati prima del 2003. I vincoli vengono mantenuti secondo l'articolo 32 della legge 3262003. Potranno essere rivalutati 56mila abusi edilizi. Nuova proposta al governo: «Bloccare gli abbattimenti in attesa del piano paesastico» Emendamento per sospendere gli abbattimenti A COSA SERVE A sospendere gli abbattimenti per 12 mesi. A consentire la realizzazione di un piano paesagistico regionale che, tra l'altro, tenga conto del piano casa. A sanare senza condono situazioni che, alla luce delle nuove norme, non sarebbero più abusi COSA CAMBIA Possono essere sanati tutti gli abusi senza limiti temporali. II nuovo piano paesaggistico regionale ridefinirà i nuovi vincoli. Saranno attivate procedure tecniche per consentire l'emersione delle modifiche edilizie Tra abbattimenti degli abusi edilizi e riapertura del condono spunta una terza via. Tra Procure e emendamento sostenuto da 17 senatori, la proposta alternativa arriva dalla Regione. Un'idea di cui si è discusso a Palazzo Chigi appena tre giorni fa. «Ho proposto una soluzione al ministro Fitto - spiega Marcello Taglialatela, assessore regionale all'Urbanistica e governo del territorio - un emendamento che potrebbe segnare una svolta strutturale al problema degli abbattimenti. Sulla stessa proposta ho contattato anche il ministero dei Beni Culturali e le Soprintendenze per avere una piattaforma condivisa. La soluzione sta nella definizione del piano paesaggistico regionale, abbiamo riavuto la delega dal governo centrale e contiamo di vararlo a breve, nel frattempo bisognerebbe approvare una sospensione degli abbattimenti». Nel 2003 il condono non fu utilizzabile dai cittadini della Campania per una norma regionale adottata dall'allora giunta Bassolino. Successivamente la Corte Costituzionale cancellò questa norma ma non fu possibile tornare indietro riaprendo i termini. L'emendamento proposto al Senato chiede di farlo per gli abusi realizzati fino a marzo 2003; la proposta della Regione segue un'altra strada. Nel teste dell'emendamento affidato al governo si legge infatti: «Al fine di fronteggiare la grave situazione abitativa nella regione Campania e di consentire una adeguata ed attuale ricognizione delle necessità determinanti vincoli di tutele paesaggistica, fino all'entrata in vigore del Piano Paesaggistico Regionale e, comunque, non oltre 12 mesi, sono sospesi i procedimenti di demolizione dei manufatti dichiarati abusivi». Dodici mesi senza ruspe per varare una norma che sarebbe strutturalmente più efficace rispetto al condono parziale. «Definiti i nuovi ambiti e i nuovi vincoli - afferma Taglialatela - potremmo vagliare caso per caso tutti gli abusi o presunti tali. La nuova nonna potrebbe sanare di fatto alcune soluzioni, eliminando a monte il motivo del contendere. Sugli abusi la posizione della Regione è chiara: noi siamo al fianco delle Procure e per la tutela della sicurezza. Ma la stragrande maggioranza degli abusi non è di natura speculativa, ci sono interventi di necessità, spesso di scarsa rilevanza. Una ridefinizione della realtà, anche alla luce del nuovo piano casa, potrebbe sanare rapidamente la situazione». Manufatti allo stato abusivi potrebbero, una volta approvato il nuovo piano paesaggistico, «recuperare la legittimità dell'edificazione a seguito di una diversa previsione dei nuovi vincoli previsti dal piano paesaggistico». «È importante - conclude Taglialatela - sanare due errori commessi dalle passate giunte regionali. Il primo è stato opporre una nonna regionale ad una legge dello Stato. Il secondo, macroscopico, errore è stato non agire di conseguenza. La norma che bloccava il condono doveva essere seguita da un piano regionale; invece c'è stato un commissariamento che ha paralizzato la situazione. Adesso si può tornare ad intervenire in maniera funzionale». Va, intanto, avanti il dibattito rispetto all'emendamento che riaprirebbe il condono. Secondo il Consiglio nazionale degli Architetti «l'ipotesi di riaprire i termini del condono, previste nel decreto milleproroghe, è assolutamente inaccettabile. Il condono è una resa inammissibile dello Stato».
Campania. Cemento selvaggio. Ruspe, la Regione vuole la moratoria. Ferme un anno
Il riassunto è il seguente:
L'assessore Taglialatela propone un emendamento al governo per riaprire i termini del condono del 2003 per gli abusi realizzati prima del 31 marzo 2003. La proposta prevede la sospensione degli abbattimenti per 12 mesi e la definizione di un piano paesaggistico regionale che tenga conto del piano casa. La Regione propone una soluzione alternativa, che prevede la definizione del piano paesaggistico regionale e la possibilità di sanare tutti gli abusi senza limiti temporali. La proposta di Taglialatela è stata sostenuta da 17 senatori e ha ricevuto il sostegno del ministero dei Beni Culturali e delle Soprintendenze.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo