Brambilla: sgravi alle strutture ricettive. Bossi: se i comuni dicono sì come fanno i partiti a dire no? Il nostro è un no netto a una tassa che danneggia le nostre imprese e l'immagine del Paese Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi ROMA Dopo le polemiche, la tassa di soggiorno cambia ancora e il ministro del Turismo Michela Brambilla annuncia che gli albergatori saranno «i primari beneficiari» dei proventi del provvedimento. Un'iniziativa che divide gli operatori del settore, così come divise sono le forze politiche sul nuovo testo sul federalismo. Anche se il leader della Lega Umberto Bossi è sicuro: «Se i Comuni dicono sì, come fanno i partiti a dire no?». Ma ci sono anche i timori della Conferenza episcopale, preoccupata dai rischi di divisione del Paese. Il ministro Brambilla ha concordato con il collega Roberto Calderoli modifiche migliorative per gli albergatori. Questi ultimi avevano protestato nei giorni scorsi per l'estensione della possibilità di istituire la tassa di soggiorno, per ora operante solo a Roma, a tutti i Comuni italiani. Il ministro ricorda le difficoltà in cui versa il settore del turismo e quindi avanza modifiche che prevedono «specifiche misure di sostegno alle strutture ricettive, incluse esenzioni e agevolazioni». Tra queste c'è l'esclusivo impiego del gettito del nuovo tributo a loro favore. La tassa di soggiorno diventa quindi una vera e propria tassa di scopo. Previsto anche il coinvolgimento degli imprenditori nella decisione dei Comuni che intendano istituire la tassa. L'associazione dei tour operator italiani (Astoi) apprezza «la riduzione dell'impatto negativo sul turismo», pur restando contraria alla tassa. Più duro Il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca: «Rimaniamo fermi sulla nostra posizione: il nostro è un no netto a una tassa che danneggia le nostre imprese e l'immagine dell'Italia». Ma anche sugli altri fronti la tensione resta alta. Si avvicina la settimana decisiva per Il decreto legislativo in materia di fisco comunale: mercoledì ci sarà il voto in Bicamerale sulle proposte di modifica, giovedì andranno in votazione i pareri. I numeri in Commissione sono incerti. Il leader della Lega si aspetta un sì dal Terzo Polo: «Io guardo ai Comuni perché chi meglio di loro guarda ai propri interessi? Ai Comuni abbiamo dato tutto quello che hanno chiesto. Se loro dicono sì, come fanno i partiti a dire no?». La replica è affidata al presidente dell'Anci (l'associazione dei Comuni) Sergio Chiamparino: «Forse il ministro Bossi confonde l'Anci con Il Soviet Supremo. Il giudizio espresso dall'Associazione sul decreto riguardante il federalismo municipale è un parere che non vincola nessuno». Per Chiamparino il giudizio resta «in larga misura positivo», anche se riguarda «solo lo specifico decreto sull'autonomia fiscale, non tutto il progetto del federalismo». Positivo l'atteggiamento di alcuni amministratori di centrodestra, come il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente del Piemonte Roberto Cota. Resta fortemente negativo invece il Pd. Per Sergio D'Antoni, «Il federalismo fiscale è pessimo, tradisce lo spirito della legge 42 e bisogna accantonarlo». Davide Zoggia, responsabile Enti locali, parla di «ricatto nei confronti dei Comuni» per una riforma «pessima». Anche dai finiani arrivano voci critiche. Mario Baldassari, presidente della Commissione Finanza, è drastico: "Io sono un federalista e il provvedimento sul fisco dei comuni non è federalismo. Non me la sento di votarlo». Anche se bisognerà attendere il voto agli emendamenti dei finiani, giovedì, per capire quale sarà l'atteggiamento del Fli. E quale sarà quello dell'Italia dei Valori, che sarà probabilmente l'ago della bilancia. Infime c'è la preoccupazione dei vescovi: «Sul federalismo, nell'ambito fiscale ha ammonito il segretario generale della Cei monsignor Mariano Crociata si rischia la divaricazione del Paese». La Chiesa esprime la preoccupazione che «una parte del Paese non venga abbandonata a se stessa». I punti 1. Tassa di soggiorno a favore degli albergatori Misure di sostegno alle strutture ricettive, incluse esenzioni ed agevolazioni, e investimenti per finalità turistiche e di valorizzazione del patrimonio artistico: saranno le destinazioni della nuova tassa 2. Cedolare secca 1: saldo negativo per il 2011 La cedolare secca (21 sui canoni liberi, 19 sui concordati) porterà nel 2011 a un minore gettito di 3,41 miliardi, a fronte di entrate per 3,194 miliardi: meno 216 milioni, mentre per 2012 e 2013 si stimano saldi positivi 3. Cedolare secca 2: quando conviene Secondo Confedilizia, la convenienza della cedolare secca dipende dal tipo di contratto: il canone libero conviene sopra i 15 mila euro di reddito, il canone agevolato sopra i 28 mila euro 4. Imposta municipale unica: gettito di 11,5 miliardi Secondo la Ragioneria generale dello Stato, l'aliquota dell'Imu al 7,6 fissata dall'ultima versione del decreto attuativo del federalismo sul fisco municipale porterà un gettito pari a 11,57 miliardi