La seduta dell'assise si terrà il prossimo venerdì Il capoluogo si appresta ad approvare il nuovo Pug Ecco la nuova Bari. Dopo 35 anni dal disegno urbanistico di Quaroni (1976), il nuovo Piano urbanistico generale (Pug) prende finalmente corpo. Il Dpp (il Documento politico programmatico necessario alla stesura del Pug) è stato consegnato, lunedì sera, all'assessore alla Pianificazione strategica del Comune di Bari, Elio Sannicandro, che lo presenterà in Consiglio venerdì prossimo. Il 5 febbraio sarà la volta, invece, delle associazioni di categoria, come prevede l'iter. La circostanza - importante, non c'è che dire - non ha interesse solo per il capoluogo, ma per l'intera regione. Il piano, infatti, oltre a definire un'organizzazione del territorio cittadino, dovrà funzionare da locomotiva anche per le altre province e interagire con il Piano strategico che è un atto volontario di costruzione di una visione futura della città rispetto agli altri territori e sistemi socio-economici. «La nostra mission non può che essere quella della "citta degli scambi" - spiega Sannicandro - con un ruolo servente rispetto all'intera regione. Intendendo con questo, un concetto alto e ampio: dal commercio con la sponda frontaliera, ai nodi di scambio trasportistico (un hub verso l'Est e l'Oriente mediterraneo), agli scambi formativi di università e Iam; a quelli turistici e finanziari attraverso il sistema della logistica». Poca l'attenzione alle fabbriche. «Non reggeremmo la concorrenza. Noi puntiamo al valore aggiunto». Naturalmente, un piano regolatore è fatto soprattutto di norme edificatorie e di conseguenti nuovi assetti di potere (economico e politico). Vediamo, allora, le principali novità che faranno discutere. Rispetto alla prima stesura di un anno e mezzo fa, l'amministrazione ha avviato una serie di verifiche. E in più ha ritenuto che, prima di portare il Dpp in approvazione, dovesse essere licenziato il Piano urbanistico territoriale che pone vincoli idro-morfogeologici in determinate aree come quelle delle lame e dei «percorsi ecologici». Aree divenute oggi inedificabili. Ma la vera novità sta nel fatto che il nuovo piano non si lega più specificatamente al diritto di edificabilità dei suoli, maturato con la vecchia stesura Quaroni. «Abbiamo previsto un nuovo approccio urbanistico: tutte le aree sono suscettibili di un valore immobiliare sia per costruire, sia da destinare a viabilità o servizi - spiega Sannicandro - e solo sulla base di un piano strategico della pubblica amministrazione si assegna l'edificabilità ad un suolo. La pubblica amministrazione sistemerà i volumi dove è più utile per una ricomposizione urbana, indipendentemente dai diritti di proprietà a costruire, e risarcirà chi perde con altri terreni di valore equipollente o superiore». Questa operazione va sotto il nome di «perequazione» ed è uno dei capisaldi del nuovo piano regolatore. Ci ha lavorato a lungo Stefano Stanghellini, uno dei massimi esperti di attuazione di piani urbanistici attraverso compensazioni e premialità, già in via di sperimentazione nelle regioni dove vigono nuove forme di pianificazione comunale. Per rendere più forte questo canovaccio, sarà introdotta anche una "norma di salvaguardia". «Ci siamo posti un problema - spiega ancora l'assessore - fino a quando il Pug non sarà approvato, continuerà ad essere adottato, per le procedure edificatorie, il vecchio piano Quaroni. Nelle more, dunque, sarà possibile edificare nelle aree dove il nuovo piano blocca le costruzioni». Di qui, la clausola di salvaguardia «che obbliga - per l'approvazione di un piano edilizio - che sia verificata la compatibilità con il nuovo Dpp (passato in Consiglio), anche se non è entrato ancora in vigore il nuovo Pug». Una rivoluzione copernicana che tende a placcare ogni furbizia dell'ultim'ora, ma che ha bisogno di tutto l'appoggio della maggioranza in aula, certamente soggetta a spinte e controspinte da parte dei costruttori. Ma come funziona tecnicamente il sistema della perequazione? «L'area del lungomare a Sud di Bari, quella di San Giorgio, ad esempio - continua Sannicandro - è un coacervo di villette e case nate in maniera disordinata. Noi prevediamo di abbatterne una buona parte e "scambiare" quei terreni con altre aree edificabili da noi individuate, prevedendo una premialità di volumetrie fino al 35. La permuta avviene in accordo con i proprietari, evitando così la procedura lunga e costosa degli espropri». Naturalmente, nella partita possono entrare grandi gruppi privati che comperano dai singoli proprietari e abbattono, per poi realizzare alberghi o strutture ricettive davanti al mare. Una procedura innovativa ancora in fase di sperimentazione in alcuni Comuni e fra questi Roma. Di certo, il nuovo piano non mancherà di suscitare aspri dibattiti perchè tante delle aree esterne alla città, appetibili per una espansione a macchia di leopardo, vengono di fatto bloccate alla cementificazione. «Noi puntiamo su due item: la mobilità, e la rete ecologica. Mare, lame, elementi di carattere paesaggistico vanno preservati come elementi preziosi secondo l'urbanistica moderna, insieme alla città storica. Quindi, chi in passato aveva terreni edificabili in queste aree oggi può ususfruire della procedura di perequazione». La città si espanderà solo nelle aree già urbanizzate che permettono di abbattere i costi gestionali. E si avvieranno opere di ricucitura nelle maglie di zone già edificate, attualmente degradate, oltre a recuperare aree dismesse (Asi, stabilimenti abbandonati e siti militari). «Prima di occupare suolo esterno, dobbiamo migliorare le parti esistenti. Per questo ci serviremo anche del Documento per la rigenerazione urbana, pronto fra tre mesi», aggiunge Sannicandro. Un documento che definisce gli ambiti urbani dove applicare la rigenerazione di aree di ricucitura da dotare di servizi pubblici moderni e infrastrutture utili. Quanto al ruolo servente verso l'intera regione, molta parte rivestiranno i trasporti. «Prevista una interoperatività fra le diverse linee e la creazione di due future stazioni di testa al Policlinico e al Campus che fungeranno da nodi di scambio, trasferendo i flussi in entrata e in uscita su mezzi a rotaia rapidi». Un'incognita resta ancora il porto: se incrementare l'afflusso di merci (con un porto-isola esterno) o quello crocieristico. A definire le linee finali sarà il Pug, il vero documento urbanistico vincolante. Intanto, però, la strada è già segnata.