Il sovrintendente: «Troppi abusi e lesioni, il Comune intervenga sui proprietari» NAPOLI Per i palazzi storici della Sanità e dei Vergini nulla può nemmeno il progetto Sirena, rivolto ai privati proprietari. Seppure i tanti inquilini di Palazzo dello Spagnuolo o di Palazzo Sanfelice si mettessero d'accordo per richiedere la ristrutturazione di facciate, strutture portanti, cortili o scalinate barocche pagate con fondi Fas, «andrebbero in coda alle 350 istanze in attesa di finanziamento del terzo bando Sirena spiega l'assessore alla zona Unesco, Pasquale Belfiore perché se il Sirena inizialmente doveva prevedere una priorità di intervento per gli edifici di particolarissimo pregio architettonico, all'atto dell'approvazione del bando del 2001 fu il consiglio comunale a preferire, ad una giusta precedenza, il cronologico generalizzato e volle anche che non si chiamassero restauri ma interventi di ristrutturazione». Belfiore replica come meglio può al sovrintendente ai beni architettonici Stefano Gizzi, che ha denunciato il degrado dei palazzi dei Vergini e della Sanità con un ampio corredo fotografico scattato di persona. «È incredibile che uno dei patrimoni barocchi più famosi al mondo sia in questo stato» , dice il soprintendente, segnalando per iscritto anche ad Oddati Cultura) ed alla Direzione regionale per i beni culturali il disastro «delle architetture monumentali di Ferdinando Sanfelice» e di «edifici di estremo interesse per la particolare tipologia spaziale e costruttiva» , «un unicum nel loro genere» , «caratterizzati da scale a doppia rampa dalle svariate e singolari caratteristiche architettoniche» e pregando quindi gli assessori «di valutare con urgenza i dovuti provvedimenti per sollecitare i singoli proprietari privati ad ottemperare alla rimozione sia delle cause del degrado sia dei numerosi abusi e superfetazioni» , nonché di «considerare l'opportunità, già suggerita, di inserire questi complessi architettonici nel Piano Unesco» in preparazione. Le foto del mese corrente mostrano ad esempio una metà del portone di Palazzo Sanfelice rovesciata in terra, finestre di alluminio anodizzato su facciate già crivellate di feritoie aperte per farne punti luce, o abusi vari in bella vista che cancellano le prospettive barocche. Le foto sono state portate personalmente da Gizzi a Belfiore. Che spiega: «Siamo consapevoli che si tratta di palazzi tra i più importanti dell'architettura nazionale, almeno. Dotati di scale aperte, aeree, di invenzione sanfeliciana: un virtuosismo tecnologico per il Settecento, con pilastri e volte sottili che garantivano una perfetta tenuta statica ma anche trasparenza sui giardini retrostanti, rendendo una felice unione di architettura e natura. Il problema è che, fatta eccezione per l'ultimo piano di Palazzo dello Spagnuolo dove il Comune ha tentato invano di fare il Museo Totò bloccato da mille contenziosi e poi anche infiltrazioni si tratta di edifici privati e l'obbligo della manutenzione e restauro spetta in primo luogo ai proprietari» . Sollecitare i singoli proprietari è facile, spiega l'assessore al centro storico, ma il risultato è altra cosa. «Il Comune può intervenire subito, ordinando la rimozione di tutti gli abusi e il ripristino dello stato originario dei luoghi come stiamo già facendo per Palazzo Firrao in piazza Bellini, Palazzo Serra di Cassano a Monte di Dio o Palazzo Donna Anna, come da accordi già sottoscritti con la soprintendenza per l'avvio di indagini sui complessi storici che prevedono la mappatura di tutti gli abusi, piccoli e grandi, degli ultimi decenni. Ma ogni intervento apre contenziosi annosi, innesca ricorsi al Tar o richieste di condono o di conformità» . Con risultati immediati anche paradossali. Su Palazzo Serra di Cassano, ad esempio, per una superfetazione è in corso un contenzioso da decenni, ma intanto chi ha denunciato l'abuso, e ci abitava sotto, è stato sgomberato in via cautelativa mentre l'abusivo fu soltanto diffidato dal praticare gli spazi» . Il dossier di Gizzi mostra anche una vistosa lesione sulla volta di palazzo Sanfelice. «È di responsabilità dei privati dice Belfiore . Ma se un inquilino ci chiama interveniamo con l'Ufficio sicurezza abitativa, e se verifichiamo una situazione di pericolo dobbiamo sgomberare» . I cortili dei palazzi dei Vergini e della Sanità furono già aperti per il Maggio dei Monumenti. «E nel Progetto Integrato Urbano (Piu Europa), sospeso dalla Regione nel marzo 2010, erano previsti anche interventi per l'area, fermo restando che i fondi europei si possono spendere solo per le proprietà pubbliche. L'unica possibilità che abbiamo per quei palazzi è il progetto Sirena, che restaura le parti comuni dei fabbricati e consolida strutture murarie. Ma sul terzo bando abbiamo ancora 350 pratiche inevase» . E non c'è priorità per i palazzi barocchi. «Quando è stato approvato il Sirena nel 2001, rispetto ad una originaria previsione su forme di priorità si preferì invece il cronologico generalizzato e si volle, in consiglio comunale, anche non si chiamassero interventi di restauro» . Belfiore sta lavorando al Piano di Gestione per l'area storica riconosciuta nel ' 94 Patrimonio dell'Umanità e deve fare presto. «Tra 15 giorni lo presentiamo, abbiamo a giorni il terzo e quarto incontro con la componenti cittadine all'Asilo Filangieri per completare il confronto sui quattro assi del programma (beni culturali, economia e turismo, ambiente e mobilità, cultura e welfare). Il Piano dovrà essere trasferito a Parigi attraverso il ministero entro il 2 febbraio. Si tratta di una serie di proposte e norme vincolanti di tutela e per rivitalizzare il centro storico Unesco. Il Comune si impegna con progetti di riqualificazione edilizia e urbanistica, misure restrittive progressive sul traffico e sostegni alle imprese e alle cooperative commerciali e artigiane. Ma progetti e sostegni dipendono dal Piu-Europa cancellato dalla Regione» . Luca Marconi 12 gennaio 2011
Gizzi, Sos per i palazzi storici della Sanità
L'assessore al centro storico Pasquale Belfiore spiega al sovrintendente Stefano Gizzi che il progetto Sirena, rivolto ai proprietari privati dei palazzi storici della Sanità e dei Vergini, non prevede una priorità di intervento per gli edifici di particolarissimo pregio architettonico. Il progetto, approvato nel 2001, prevede interventi di ristrutturazione per le parti comuni dei fabbricati, ma non per le strutture private. Belfiore spiega che il Comune può intervenire subito, ordinando la rimozione di tutti gli abusi e il ripristino dello stato originario dei luoghi, ma questo apre contenziosi e ricorsi.
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