Torre costiera di Carovigno vigila su un sito naturalistico Da tre anni studi degli archeologi dell'ateneo salentino Il relitto rinvenuto È fra i relitti meglio conservati dell'area del Mediterraneo e giace a pochi metri di profondità di quel mare Adriatico che bagna la costa brindisina, in località Torre Santa Sabina, frazione di Carovigno. La torre costiera vigila su uno dei siti naturalistici e archeologici più suggestivi, ma con annessi inevitabili problemi di conservazione e tutela. Da circa tre anni la cattedra di Archeologia subacquea dell'Università del Salento (di cui è titolare Rita Auriemma) conduce campagne di scavo che hanno permesso di riprendere le indagini, cominciate negli anni ' 70, in un'area nella quale, nel corso dei secoli, sono venute ad infrangersi molteplici imbarcazioni, creando così un cimitero navale» sottomarino che attende di essere conosciuto valorizzato. Nella baia, dunque, sono stati identificati vari relitti, di epoche diverse; quello meglio conservato si trova appunto a 2 metri e mezzo di profondità a ridosso del costone occidentale e pochi metri dalla riva. Il relitto appartiene dunque alla categoria di quelli spiaggiati, cioè arenatisi a bassissima profondità, che ricorrono lungo le coste salentine e hanno importanti caratteristiche comuni, come un eccezionale stato di conservazione degli scafi e dei materiali organici e la presenza di oggetti del carico. Il relitto testimonia anche le continue migrazioni dei banchi sabbiosi. Infatti è venuto alla luce a distanza di circa venti anni dalla prima individuazione, per una circostanza fortuita: l'apertura di un canale del banco roccioso, che affiora al centro della baia. Nei sedimenti che lo hanno «intrappolato» e soprattutto a contatto con il fondo della stiva si sono individuati resti del carico. Sono stati rinvenuti contenitori africani della media-tarda antichità, che si collocano tra la fine del III e gli inizi del IV sec. d. C.. Fra questi è stato recuperato un esemplare integro, che era adagiato nella zona della poppa e se ne contano almeno altri 3-4 frammentati, che attestano, tutti, un trasporto di salse e conserve di pesce prodotte nelle officinae della costa nordafricana e diffuse nel Mediterraneo. Località Santa Sabina a Carovigno Località Santa Sabina a Carovigno La parte del relitto rinvenuta, circa metà nave, è un tratto della fiancata sinistra. Si rivela di eccezionale interesse per la presenza di elementi di ponte, puntelli, bagli e tavole, che raramente si conservano, in quanto i legni che si recuperano sono soltanto quelli che nel tempo sono stati protetti dal carico sovrastante. Il relitto di Torre Santa Sabina risulta invece ben conservato in quanto ricoperto da sedimenti provenienti dal vicino canale di acqua dolce. Nel corso della campagna di scavo, risalente al 2009, sono stati rinvenuti materiali di carichi di altri due relitti. Per quanto riguarda i materiali ceramici, si tratta di frammenti, anche di notevoli dimensioni, di anfore vinarie e olearie, tardorepubblicane di produzione locale e orientale. Tutto ciò conferma un modello di commercio che probabilmente ha il suo epicentro nel grande terminal di Brindisi. Si è venuti così a conoscenza di un cimitero subacqueo, in un millenario approdo, che meriterebbe un progetto, di ampio respiro, per lo studio e la conseguente valorizzazione. Ne è stato messo a punto uno dal team di archeologi coinvolti nella campagne di scavo e denominato Underwater Museum, che, se venissero erogati finanziamenti, assicurerebbe l'ulteriore conoscenza ma soprattutto la conservazione e la tutela di questo come di altri siti lungo le coste e le acque del bacino mediterraneo. Al momento i reperti ritrovati sono in parte conservati presso la sala di archeologia subacquea del Museo provinciale di Brindisi; mentre i laboratori per lo studio degli stessi trovano posto presso gli ambienti del Castello Dentice di Frasso del Comune di Carovigno. Nel progetto non si è pensato di musealizzare il relitto Torre S. Sabina, quello meglio conservato, nel suo ambiente, ma di adottare il sistema di copertura più efficiente per preservarlo al meglio. Un accurato lavoro di documentazione potrebbe inoltre consentire di crearne un clone, virtuale o fisico, per permetterne comunque una fruizione da parte di tutti e di conseguenza riscoprire l'importanza di tutta l'area. Antonella Lippo
IL tesoro da scoprire. La nave che trasportava leccornie africane. A Santa Sabina cimitero marino di relitti
Riassunto in 200 parole:
Un team di archeologi dell'Università del Salento ha condotto campagne di scavo nella baia di Torre Santa Sabina, a Carovigno, per studiare un relitto navale meglio conservato dell'area del Mediterraneo. Il relitto, che risale al III-IV secolo d.C., è stato trovato a pochi metri di profondità e appartiene alla categoria di quelli spiaggiati, cioè arenatisi a bassissima profondità. Il relitto è stato identificato come un tratto della fiancata sinistra di una nave e contiene elementi di ponte, puntelli, bagli e tavole.
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