Caso emblematico,il Mart di Rovereto è diventato in pochissimi anni un museo-simbolo dell'apertura alle nuove tecnologie e all'innovazione multimediale Moderni, internazionali, aperti alle nuove tecnologie. Ecco l'identikit dei nuovi musei d'arte contemporanea, nati negli ultimi anni in ogni angolo d'Italia, dal Piemonte alla Sicilia. Giovani ma decisi a diventare il punto di riferimento nel nostro paese per colossi come il Pompidou di Parigi o la Tate Modem di Londra, che investono somme colossali per attirare il pubblico di massa verso le ultime tendenze dell'arte d'oggi. Come? Con una strategia comune, messa a punto dall'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani. Nata l'anno scorso, ha già realizzato una serie di iniziative che coinvolgono i diciotto musei fondatori che coprono l'intero territorio della penisola. A cominciare dal Trentino, dove già nel 2002 ha aperto i battenti il Mart, un edificio progettato dall'architetto Mario Botta nel cuore di Rovereto per ospitare una collezione che documenta il meglio del Novecento, dai dipinti metafisici di De Chirico e Morandi alle sculture della Pop Art fino ai dipinti della Transavanguardia. Un successo di critica e di pubblico dovuto alla tenacia di Gabriella Belli, direttrice del Mart e presidente dell'Amaci. «Il nostro obiettivo è quello di migliorare la condizione dell'arte contemporanea nel nostro paese - spiega - e per farlo abbiamo pensato di creare un gruppo di lavoro che riunisca le 18 istituzioni museali che lavorano in questo settore». Una rete di che si è diffusa a macchia d'olio, coinvolgendo luoghi di prestigio come la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma insieme a realtà attive da vent'anni come il Castello di Rivoli, fino a quelli ancora in costruzione, come il Maxxi di Roma. Senza dimenticare i musei che si sono costituiti dapocoper volontà di regioni e comuni, (come il Cesac di Caraglio (Cuneo), il Museion di Bolzano, il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro o la Galleria Civica d'Arte Contemporanea Montevergini di Siracusa. Primo passo operativo, la nascita di Love Museum, la rivista dell'Amaci: un magaizine semestrale pubbliicato da Silvana Editoriale per presentare al grande pubblico la situazione dell'arte contemporanea. Love Museum racconta alla gente la vita quotidiana dei musei: come vengono costituite le collezioni, i profili professionali dei direttori, come ci confrontiamo con gli stranieri" spiega Giacinto di Pierrantonio, direttore della rivista. Per raccontarla ha chiesto aiuto a dodici famosi fotografi italiani, come Mimmo Iodice o Oliviero Toscani, che hanno interpretato attraverso l'obiettivo i musei dell'associazione. Uno scatto d'autore per un appassionante Grand Tour alla scoperta dell'arte del Ventunesimo Secolo.
Arte contemporanea - Grazie all'innovazione il museo diventa una fabbrica delle idee
Il Mart di Rovereto è diventato un museo-simbolo dell'apertura alle nuove tecnologie e all'innovazione multimediale. L'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani (Amaci) ha realizzato una serie di iniziative per coinvolgere il pubblico di massa. La società ha creato la rivista "Love Museum" per presentare la situazione dell'arte contemporanea. La rivista ha chiesto aiuto a dodici fotografi italiani per raccontare la vita quotidiana dei musei. Il progetto ha coinvolto musei di tutto il paese, tra cui il Cesac di Caraglio, il Museion di Bolzano e la Galleria Civica d'Arte Contemporanea Montevergini di Siracusa.
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