(ASCA) - Roma, 28 gen - "L'ipotesi di riaprire i termini del condono edilizio, prevista nel Decreto Milleproroghe, e' assolutamente inaccettabile. Il condono e' una resa inammissibile dello Stato, in quanto viene di fatto legittimato cio' che per sua natura intimamente giuridica non lo e' stato e non lo potra' mai essere". E' quanto sottolinea il Consiglio Nazionale degli architetti che in una nota chiedono di ritirare l'emendamento al decreto milleproroghe presentato dal Pdl "facendo prevalere un sano senso civico". "L'abuso edilizio, se e' tale, tale deve continuare ad essere considerato; non esiste alcuna ragione di interesse pubblico superiore nel voler ripercorrere strade che in passato hanno gia' dato prova di essere assolutamente inefficaci, anzi dannose. Un eventuale ulteriore condono - aggiungono gli architetti - sarebbe inoltre ingiustificato anche dal punto di vista costituzionale ledendo pesantemente i valori previsti dall'art.9 della Costituzione", che assicura la tutela del paesaggio. Secondo gli architetti italiani "di fronte ad una politica che negli ultimi anni, nonostante le numerose sollecitazioni, non ha saputo dare risposte legislative concrete in ambito urbanistico, architettonico, idrogeologico, l'ipotesi del condono appare evidentemente come una inaccettabile beffa nei confronti della parte sana del Paese e della stragrande maggioranza dei cittadini rispettosi di regole e leggi". red-lsamccss
MILLEPROROGHE: ARCHITETTI, INACCETTABILE RIAPRIRE CONDONO EDILIZIO
Il Consiglio Nazionale degli Architetti ha espresso forte disapprovazione per l'ipotesi di riaprire i termini del condono edilizio prevista nel Decreto Milleproroghe. Gli architetti considerano il condono come una resa inammissibile dello Stato, poiché si tratta di un'azione che legittima ciò che non è legittimo. Secondo loro, l'abuso edilizio non deve essere ripercorso e non esiste ragione di interesse pubblico per farlo. L'ipotesi di condono sarebbe anche ingiustificata dal punto di vista costituzionale, poiché violerebbe l'art.9 della Costituzione che tutela il paesaggio.
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