se Prato sogna il parco e il museo di Gonfienti, Artimino va avanti a gonfie vele. E a marzo inaugurerà il nuovo museo archeologico con spazi raddoppiati. «Lo apriremo nel borgo, e sarà il doppio di quello attuale ospitato nelle ex Tinaie» annuncia la funzionaria della soprintendenza Gabriella Poggesi, ricordando che « Artimino ha potuto usufruire di finanziamenti statali ben più cospicui di Gonfienti, oggi impensabili visti i magri bilanci delle soprintendenza». I rinvenimenti archeologici etruschi di Artimino risalgono al XVIII secolo: già da allora fu chiaro che sul colle del Montalbano era presente un importante insediamento urbano etrusco, posto sul decumano che collega larea alla Villa Medicea. In più zone sono riemerse necropoli: le Tombe di Boschetti e il Tumolo di Montefortini a Comeana, altre a Montereggi e Pietramarina. Anche Artimino si configura come un avamposto si passaggio tra la Tuscia e il Nord, fino a Marzabotto. La sua storia è quindi da ricollegare a Gonfienti, forse i due centri erano strettamente collegati. E cè chi ipotizza che il centro di Gonfienti sia stato unemanazione di Artimino. (m.a.)