Von Hartungen forzatura senza senso. Mezzalira passo necessario Dopo la scelta del ministro Bondi di mettere mano ai simboli del ventennio fascista di Bolzano, gli storici altoatesini analizzano gli scenari che tali decisioni potrebbero aprire. «Sono convinto che quanto deciso a Roma causerà un drastico e traumatico strappo con la linea fino ad ora seguita dice Christoph von Hartungen se fino a poco tempo fa la via del dialogo era quella privilegiata, ora gli accordi politici hanno evidenziato una forzatura e un'imposizione, frutto di un compromesso fra chi ha capito che per future collaborazioni potrà chiedere ciò che vuole a questo governo, pronto a sua volta a fare di tutto per accontentare tali richieste. Le questioni non si risolvono grazie a strappi decisi dalla politica ma sottolinea l'immobilismo fino ad ora dimostrato, in particolar modo nel mondo di lingua italiana, nel non avviare mai un vero e proprio lavoro di contestualizzazione storica ha fatto sì che nascessero illazioni e contrasti continui fra i due gruppi linguistici. Ora la Svp alzerà sempre di più il tiro anche perché il peso politico ed elettorale delle destre tedesche si fa sempre più sentire. ll rischio ora è che ogni parte politica cerchi di rivendicare qualcosa per sé, strumentalizzando magari la scelta presa sui monumenti». Come storico e amante dell'arte von Hartungen è contrario allo spostamento dei monumenti: «E un grande peccato avverte anche se vi sono richiami al fascismo, si tratta di pezzi di storia che devono e possono insegnarci qualcosa. È chiaro che l'obiettivo concreto sia quello di togliere visibilità al mondo italiano, per alcuni un ritorno alla purezza di una volta. Ciò si vede anche nel caso del monumento all'Alpino di Brunico, nato come fascista, ma che ora non ha proprio nulla che richiami al ventennio. Che senso ha accanirsi così verso di esso?». Più cauto invece Giorgio Mezzalira, storico ed editorialista del Corriere dell'Alto Adige. «Si tratta di uno strappo ma chiarisce ma la direzione era questa. Forse la soluzione sarebbe stata raggiunta con passi più lunghi, ma questa operazione era da fare. La Svp ha fatto solo il suo mestiere. Le strade percorribili erano due o prosegue Mezzalira si affrontava un percorso morbido, caratterizzato dalla storicizzazione vera dei monumenti, oppure si affrontava la soluzione radicale». Secondo Mezzalira ora bisognerà fare molta attenzione e chiarezza su ciò che sta accadendo, perché se è vero che la scelta fatta troverà, a suo dire, d'accordo tutto il mondo democratico, le ali più radicali cercheranno di strumentalizzare il fatto, attizzando il malcontento di chi potrebbe vedere lesa la propria identità. «Il rischio adesso è che si riaprano vecchie passioni identitarie capaci solo di alimentare lo scontro politico e sociale della nostra provincia. Temo aggiunge lo storico che ciò possa trovare humus fertile nella popolazione e diventi la giustificazione per rilanciare certe rivendicazioni e ansie». Poteva andare diversamente? «Ci sarebbero potute essere scelte impostate e affrontate in modo diverso. Ora è essenziale non radicalizzare ciò che è avvenuto».