I tre milioni di finanziamento straordinario promessi da Sandro Bondi al Carlo Felice arriveranno, ad una condizione. «Il teatro dovrà presentarci un piano di rilancio indicando, con precisione, gli sponsor privati», fa sapere l'ufficio stampa del ministero ai Beni culturali. Il finanziamento avverrà «tra maggio e giugno, con un bando dell'Arcus», società per la promozione di arte, cultura e spettacolo di proprietà dei ministeri di Infrastrutture, Tesoro e Beni culturali. È la risposta di Bondi alla dichiarazione, di due settimane fa, durante una conferenza stampa, del sindaco Marta Vincenzi: «Il ministro aveva promesso un reintegro di 3 milioni sul Fus». Il Fus, Fondo unico per lo spettacolo del 2011 è di 262 milioni, in tutta Italia, contro i 400 milioni dell'anno scorso. Il decreto mille-proroghe approvato dal governo a dicembre, e in discussione in questi giorni in parlamento, non prevedeva fino a due giorni fa, contrariamente all'impegno preso a suo tempo dallo stesso Bondi, nessun reintegro del Fus. Martedì la Lega Nord ha presentato un emendamento: 160milioni di euro per le fondazioni liriche nel 2011, che si aggiungono ai 400 milioni di Fus, questi ultimi da spartire tra enti lirici, produzioni cinematografiche, teatrali, e di spettacolo in genere. Il decreto milleproroghe sarà convertito in legge entro la fine di febbraio. Lunedì il consiglio d'amministrazione del Carlo Felice si riunirà e approverà il suo bilancio preventivo 2011, che per ora, in attesa della legge, può contare su risorse molto limitate. Per soccorrere il teatro il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Calvini, sta organizzando una cordata di imprenditori, da Aldo Spinelli a Vittorio Malacalza, che complessivamente investirà nel Carlo Felice 2 milioni l'anno, per due anni. La cordata, dice Calvini, è «a buon punto», ed è la condizione richiesta da Bondi per i 3 milioni di fondo extra.