La sanatoria in un emendamento di 16 parlamentari del Pdl al decreto milleproroghe Torna d'attualità la norma che dovrebbe riaprire per la sola Campania i termini del condono edilizio del 2004, quello bloccato da due norme regionali dell'ex giunta Bassolino. Non solo, è prevista anche la sospensione delle demolizioni della case abusive fino al 31 dicembre 2011. Primo firmatario dell'emendamento contenuto nel decreto «milleproroghe» in discussione al Senato è il parlamentare Pdl, Carlo Sarro. Contro la norma insorge il Pd: un Pdl senza vergogna butta nel calderone del milleproroghe una norma che è poco definire indecente e irresponsabile». Secca la replica di Sarro: «È stata la Corte costituzionale con la sentenza del 2006 ad annullare la legge regionale della Campania voluta da Bassolino che bloccava il condono». Tecnicamente è uno dei 1600 emendamenti che è stato presentato al decreto milleproroghe, nel dettaglio si tratta di una battaglia che va avanti dal 2004 e che dallo scorso anno si è spostata nell'aula del Senato. Prima disegno di legge, poi decreto, adesso emendamento; torna d'attualità la norma che dovrebbe riaprire per la sola Campania i termini del condono edilizio del 2004, quello bloccato da due norme regionali dell'ex giunta Bassolino. Primo firmatario è il parlamentare Pdl, Carlo Sarro, con lui altri 16 senatori campani. Contro la loro iniziativa la polemica aperta ieri dai senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, secondo cui «un Pdl senza vergogna butta nel calderone del milleproroghe una norma che è poco definire indecente e irresponsabile. Incredibilmente - continuano i senatori del Pd - questa volta la maggioranza è riuscita a far di peggio, perché ha affiancato al solito emendamento dei senatori campani che vuole rinviare le demolizioni di immobili abusivi disposte dalla magistratura e riaprire il condono in Campania, la regione che forse più di tutte ha pagato un prezzo enorme all'abusivismo e all'illegalità, un altro emendamento a firma degli stessi senatori che riapre il condono del 2003 in tutta Italia». Stessa linea per gli ambientalisti. Il vicepresidente nazionale di Legambiente Sebastiano Veneri sostiene che: «Grazie a questo escamotage, infatti, non solo si potranno condonare gli abusi costruiti entro il 2003, ma ci sarà nuovamente una corsa al cemento illegale di cui l'Italia è già pericolosamente satura». A fare da eco è Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania: «Una nuova colata di cemento è pronta ad abbattersi sulla Campania». ll Wwf Italia e il Fondo ambiente italiano (Fai) rivolgono, quindi, un appello «ai presidenti delle commissioni competenti» per dire no «agli emendamenti che vogliono estendere il condono 2003 usando strumentalmente il decreto Milleproroghe». A completare il quadro dei contrari è il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e il responsabile green economy del Pd, Ermete Realacci che tira in ballo in ministro Bondi: «Nell'aula di Montecitorio il ministro Bondi si è definito un paladino della difesa del paesaggio, oggi cosa ha da dire ai suoi colleghi di partito che si apprestano a regalare al nostro fragile paese altre colate di cemento illegale? L'Italia non ha già pagato all'abusivismo edilizio un tributo troppo alto in termini di vite umane e di scempio del territorio?». Puntuale la replica del primo firmatario dell'emendamento, il senatore Carlo Sarro: «Sulla riapertura dei termini del condono edilizio, c'è stata una mistificazione del Pd, perché si tratta di una sanatoria che riguarda solo la Campania che non ha potuto usufruire del precedente condono. È una vergogna? Quello che è vergognoso è negare ai cittadini della Campania di poter beneficiare di un istituto quale quello del condono previsto da una legge dello Stato. E stata la Corte costituzionale con la sentenza del 2006 - ricorda Sarro - ad annullare la legge regionale della Campania voluta da Bassolino che in modo assolutamente arbitrario aveva precluso ai campani l'esercizio di un diritto riconosciuto a tutti gli altri cittadini della Repubblica». Sarro rileva poi che «il fatto di poter chiedere il condono non vuol dire che lo si ottenga perché dipende da una istruttoria a cui concorrono i Comuni ma anche le soprintendenze. Non so dove sia tutto questo scandalo. Chiediamo solo il ripristino di una situazione di parità di trattamento e i sindaci dei comuni della Campania sono attestati su questa posizione». Da registrare anche la battuta del presidente della Commissione Affari costituzionali, Carlo Vizzini (Pdl): «Presentare un emendamento che riapre il condono edilizio non è una vergogna... Approvarlo casomai».
CAMPANIA - Rispunta il condono, scontro al Senato Democratici all'attacco: Norma irresponsabile riparte cemento selvaggio
Il riassunto è il seguente:
Un emendamento del Pdl al decreto milleproroghe riapre per la Campania i termini del condono edilizio del 2004, bloccato da due norme regionali dell'ex giunta Bassolino. Il primo firmatario è il senatore Carlo Sarro. La norma sospende le demolizioni di immobili abusivi fino al 31 dicembre 2011. Il Pd e Legambiente si oppongono, affermando che il condono porterà nuovamente una corsa al cemento illegale. Il ministro del Lavoro, Maurizio Martina, ha dichiarato che il governo non intende approvare l'emendamento.
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