La «perla» del Foro Romano si rifà il look. È la Casa delle Vestali. È stato infatti presentato l'itinerario che va dalla via Nova, lungo le pendici del Palatino, alla Casa delle Vestali appunto, percorso che ha richiesto imponenti lavori di restauro. Ma quale è la via Nova? È denominato tale il tracciato stradale visibile sulla pendice Nord-Occidentale del Palatino. La strada attuale viene comunemente ricondotta alla pianificazione urbanistica successiva all'incendio del 64 d. C. ma potrebbe anche essere relativa a una sistemazione precedente. Nella Casa delle Vestali vivevano le sacerdotesse consacrate al culto ancestrale, puro e nobile della dea. Per celebrarlo venivano scelte sei vergini, fra i sei e i dieci anni, di famiglie patrizie e prive di imperfezioni fisiche, che prestavano servizio per trent'anni con l'obbligo della castità. Le Vestali non conducevano tuttavia una vita di clausura. Godevano anzi di assoluti privilegi. «Ecco un progetto - ha commentato la Soprintendente Moretti - che ci ha visti impegnati per dodici mesi. Oggi, dopo oltre venti anni apre un suggestivo percorso. Carandini ha condotto gli scavi archeologici dell'area. Oltre alla Casa delle Vestali sono state fatte accurate ricerche filologiche che sono state estese alla Via Nova. I lavori - ha continuato - sono stati svolti in sinergia con Cecchi, con il coordinamento di Maria Antonietta Tomei, responsabile del Foro. Abbiamo dedicato anche - ha concluso - una particolare attenzione al verde». Gli ha fatto eco Malnati, direttore generale delle Antichità: «Ho assunto da poco la responsabilità di questa direzione, è la mia prima uscita pubblica in questa veste, nella Città Eterna». Il professor Carandini, dal canto suo, si è congratulato con il sottosegretario Giro e ha definito la Casa delle Vestali come «la perla più bella del Palatino. I latini - ha spiegato - veneravano delle divinità domestiche. Ma non esisteva un focolare comune. Così - ha continuato - si creò il culto di Vesta, per tutti. L'incendio di Nerone nel 64 distrusse l'antico edificio. Quello che vediamo, quindi, è il post incendio». A fare un balzo nell'attualità ci ha pensato il rettore de «La Sapienza» Luigi Frati: «Cerco di far capire ai ragazzi - ha chiosato - quale sia la differenza tra l'essere e l'apparire. Faccio - ha continuato - di mestiere l'educatore, e credo che siano svariate le motivazioni per le quali ci rivolgiamo al passato per capire il presente. E devo dire che sono affascinato dal culto di Vesta». «La vera novità - ha detto il neo-nominato assessore alla Cultura del Comune Dino Gasperini - È che siamo al passo con la Soprintendenza e il ministero. E il Comune. Nel futuro destineremo 19 milioni di euro per aree come il Circo Massimo, il Palatino, Colle Oppio». «Colgo l'occasione - ha incalzato Francesco Maria Giro - per presentare in contemporanea gli affreschi di Santa Maria Antiqua, realizzati grazie a una Fondazione Americana. Questa iniziativa - ha continuato - È un omaggio a Sandro Bondi. Sono stato rimproverato di essere "romanocentrico", ma d'altronde io sono stato eletto qui a Roma, sebbene rappresenti anche chi non mi ha votato. A marzo - ha infine annunciato - inaugureremo una grande mostra su Nerone. Un'opportunità che ci permetterà di ripercorrere le tappe di questi straordinari interventi».
ROMA - La perla del Foro si rifà il look
Il percorso per la Casa delle Vestali, situata nel Palatino, è stato inaugurato dopo oltre venti anni di lavori di restauro. Il percorso, che include la Via Nova, è stato realizzato in sinergia con gli scavi archeologici dell'area condotti da Gianfranco Carandini. La Via Nova è stata oggetto di ricerche filologiche e ha richiesto lavori di restauro. La Casa delle Vestali era il luogo di culto delle sacerdotesse consacrate al culto di Vesta, una dea romana. Le Vestali vivevano in una vita di castità e godevano di privilegi. Il percorso include anche la presentazione di un progetto per la conservazione del Circo Massimo e del Palatino.
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