FRA pochi mesi si vota, e non è che detto che sarà confermato assessore alla cultura. Però lui intanto si è portato avanti.E ha già preparato il programma delle grandi mostre per i prossimi quattro anni. Ben cinquantaquattro. Sospetta effervescenza preelettorale? «Macché, le grandi mostre vanno organizzate con largo anticipo» replica Massimiliano Finazzer Flory: «La retrospettiva di Jackson Pollock, per esempio, un evento da 400 mila visitatori, che si terrà nel 2014, mi è stata proposta da Whitney Museum di New York adesso. Prendere o lasciare. Io l' ho presa, poi semmai toccherà al mio successore cambiare programma». Il suo, almeno sulla carta,è molto ricco. Il filone locale, che Finazzer ha battezzato "Milano si racconta", comprende già quest' anno l' Arcimboldo, il bizzarro genio del ' 500 che dipingeva i volti dei suoi personaggi con fruttie verdure; Alberto Savinio, il fratello di De Chirico; il gran ritorno di Tiziano, con una serie di quadri giovanili che punteranno a replicare il successo della Donna allo specchio. E, nel 2012, la Sacra Famiglia nella pittura dal ' 400 a oggi: «Sarà l' anno della famiglia, a Milano arriverà il Papa. Questa mostra, organizzata con la Pontificia Commissione della Cultura presieduta da monsignor Ravasi, stupirà tutti, fedeli e non» assicura Finazzer. Sul fronte globale, "Milano mondo", l' assessore accoglie già domania Palazzo Reale Shirin Neshat, fotografae filmmaker iraniana esule in America, dov' è diventata una star internazionale. Mentre a giugno l' indiano Anish Kapoor terrà a battessimo la (finalmente) restaurata "Cattedrale" della Fabbrica del Vapore. Il sindaco vorrebbe anticipare l' inaugurazione di Kapoor a marzo, prima delle elezioni, ma Finazzer non è d' accordo: «Meglio l' estate, per non interferire con Paladino, e per catturare anche il pubblico nazionale e internazionale della Biennale di Venezia». A marzo aprirà anche la mostra forse più attesa, quella degli Impressionisti. Il soggetto non è originalissimo, ma questi quadri promettono sorprese. Sono un' ottantina di Renoir, Degas, Cezanne e altri in trasferta dalla Collezione Clark di Williamstown, nel Massachussets, poco nota anche agli specialisti. Chissà che la mostra non batta il record di presenze a Milano, oltre 500 mila, detenuto dagli stessi Impressionisti schieratia Palazzo Reale ai tempi dell' assessore Daverio. A proposito di numeri: «Quando sono arrivato - sottolinea Finazzer - Palazzo Reale aveva 780 mila visitatori l' anno, con me sono arrivati a un milione e 600 mila». Le cinquantaquattro mostre costeranno 23 milioni. Chi pagherà? «Il Comune ne metterà 4, gli altri verranno dalla biglietteria, dai produttorie dagli sponsor». Legittimo il sospetto che siano stati i privati a dettare l' agenda, secondoi loro interessi: «Sospetto infondato - replica l' assessore - La regia è mia, come molte scelte che ho fatto, cercando poi i partner disponibili. E comunque, se un privato mi fa una proposta interessante, perché no?». Il programma di Finazzer comprende anche un capitolo dedicato ai musei. «Il boom del Museo del Novecento, in cui pochi credevano quando io incalzavo la giunta per accelerare i lavori, dimostra che la cultura costruisce consenso vero. Un museo vale un parcheggio, un teatro vale un grattacielo. Il Museo del Novecentoè stato il nostro Ponte sullo Stretto». Via quindi alla Casa del Fumetto (marzo, viale Campania 102), al rinnovato Museo Archeologico (aprile), alla Casa museo Alda Merini (ex tabaccheria Magolfa), alla riapertura della Biblioteca del Parco Sempione. Più in grande, la Città delle culture all' ex Ansaldo, «che aprirà nel 2012, quest' anno al massimo si potranno vedere i lavori edilizi finiti, non l' allestimento», e il Museo d' arte contemporanea nella vecchia Fiera: «A febbraio vedo l' architetto Libeskind e chiudiamo il progetto, intanto ho pronti due accordi con collezionisti privati, milanesi e americani, che presteranno le prime opere, e nel 2013 si potrà inaugurare». Ma lei ci sarà? «Dipende. Se la Moratti vincerà le elezioni. Se mi chiederanno di restare. E, nel caso, se mi daranno i soldi indispensabili per fare un buon lavoro». Quanti? «Oggi coi tagli che ho subito sono passato da 38 a 32 milioni l' anno. Ne servono almeno 40». Se non lei, chi al suo posto? «Se vincerà, Letizia Moratti. Potrebbe tenere lei la delega. L' arte le piace, nella cultura ha imparato a credere. Se non li trova lei i soldi, magari tagliando qualche assessorato... ».