MESSINA - Forse non sarà per sempre, forse durerà solo il tempo di analizzare le motivazioni che hanno spinto il Commissario dello Stato presso la Regione siciliana Gianfranco Romagnoli - notizia di ieri - ad impugnare la norma che dava il via alla costruzione di 8 nuovi alberghi nelle isole di Lipari e Vulcano: una norma considerata anticostituzionale. Il tempo di analizzarle, le motivazioni, e ripresentare una nuova norma, stavolta più attenta alla terminologia e al fraseggio. Questa in sostanza la dichiarazione del presidente della commissione ambiente all'Ars - l'assemblea regionale siciliana - Nino Beninati di Forza Italia che della contestata norma è stato l'ideatore prima é fermo sostenitore dopo. E che non si arrende, anche quando i colleghi e gli amici di partito e di coalizione sulla scia dello scandalo nazionale hanno fatto dietro-front. «Adesso leggeremo le motivazioni del Commissario di Stato anche se l'alt alla nostra norma mi sembra poca cosa e la riproporremo». Bennati che incassa il colpo e minimizza l'intervento del Commissario Romagnoli che oggi pomeriggio insieme alla norma sulle Eolie ha impugnato altri 16 articoli della manovra di variazione del bilancio - un terzo quindi dell'intera manovra - approvata dall'assemblea regionale siciliana lo scorso 22 ottobre, tra i quali quelli che consentivano il cambio di destinazione d'uso dei fabbricati realizzati in zone destinate a verde agricolo. Ma intanto l'intervento del Commissario, definito provvidenziale dall'opposizione, ha rotto le uova nel paniere al sindaco di Lipari Mariano Bruno, anche lui di Forza Italia, che proprio ieri mattina, forse un po' troppo frettolosamente, aveva convocato nel comune di Lipari stampa e cittadinanza per spiegare le ragioni - le buone ragioni -, del progetto. «Prendiamo atto dell'impugnativa anche se rivendichiamo la giustezza del progetto. In fondo si tratta solo di 240 nuove camere d'albergo». Un progetto giusto secondo Bruno quindi, che però ha rischiato di far depennare le Eolie dalla lista dei siti patrimonio dell'umanità dell'Unesco e che ha creato una forte frattura anche all'interno della stessa coalizione di centrodestra alla guida della regione. Ancor prima dell'intervento del ministro Urbani che ha auspicato l'abrogazione della norma, sulla vicenda era intervenuto l'ex assessore al turismo e ai beni culturali Fabio Granata di An rivendicando il Piano paesistico approvato durante il suo mandato. Granata che nei giorni scorsi aveva portato la quasi totalità del suo partito allo scontro con Forza Italia si è detto soddisfatto per l'intervento del commissario e ha auspicato un veloce ravvedimento della maggioranza siciliana sulle tematiche ambientali. Musica analoga dalle opposizioni con conclusioni diverse però. Il segretario regionale dei Ds Antonello Cracolici riferendosi al grave danno causato all'immagine della Sicilia dall'arroganza del governo di centrodestra ha chiesto le dimissioni di Cuffaro. Di salutare e inevitabile bocciatura ha parlato invece Filippo Panarello, deputato messinese dei Ds che ha chiesto ora attenzione ai problemi veri delle Eolie, i trasporti, la gestione dei rifiuti. Pecoraro Scanio dei Verdi ha invece annunciato una memoria storica alla Corte costituzionale sull'intera vicenda.
Fare a pezzi le Eolie? E' incostituzionale
Il Commissario dello Stato Gianfranco Romagnoli ha impugnato la norma che autorizzava la costruzione di 8 nuovi alberghi nelle isole di Lipari e Vulcano. La norma è stata considerata anticostituzionale e ha causato una forte frattura all'interno della coalizione di centrodestra alla guida della regione. Il presidente della commissione ambiente dell'Ars, Nino Beninati, ha dichiarato che non si arrende e che ripresenterà la norma con modifiche. Il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, ha convocato la stampa e la cittadinanza per spiegare le ragioni del progetto, ma l'intervento del Commissario ha rotto le uova nel paniere.
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