Silanus. Chiesti i finanziamenti, nei giorni scorsi il sopralluogo della Soprintendenza Al ministero un piano di recupero da un milione e mezzo Ripartono le iniziative, per salvare il nuraghe simbolo della Sardegna. Ci riprova in particolare il Comune di Silanus, con un nuovo progetto che è stato elaborato e ripresentato quindi all'attenzione del ministero dei Beni culturali, che dovrà esaminarlo e finanziarlo per un milione e mezzo di euro. Fondi che serviranno a mettere in sicurezza ed evitare il crollo del nuraghe di Orolio, uno dei monumenti più maestosi e intatti dell'Isola e simbolo della Sardegna centrale. IL PROGETTO. «Abbiamo rielaborato un vecchio progetto», spiega il sindaco Luigi Morittu, «per ripresentarlo al ministero e accedere al bando Arcus. Non solo. E stata inoltrata l'ennesima richiesta anche per avere un finanziamento attraverso l'otto per mille. Richiesta che però si è arenata proprio a Roma, per via delle turbolenze che stanno attraversando il Ministero e dove viene interessato lo stesso Governo». LA VICENDA. Nel 2009, proprio con i fondi dell'otto per mille, (gestiti direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), il Governo aveva destinato per il nuraghe di Orolio 300 mila euro, che però sono stati dirottati in Abruzzo dopo il terremoto. Nei giorni scorsi è stato effettuato un importante sopralluogo, col responsabile regionale della Soprintendenza, quindi i tecnici della Soprintendenza di Nuoro e Sassari e il sindaco Luigi Morittu. IL SOPRALLUOGO. « E' servito per conoscere meglio la situazione e coinvolgere direttamente la Sovrintendenza. È stato quindi stabilito che il nuraghe necessita di un intervento particolare», dice il sindaco, «nonostante ancora non sia pregiudicata la stabilità. Occorre però intervenire e, per la delicatezza e la complessità dei lavori, servono risorse ingenti, che la Regione non può dare». LA PETIZIONE. Intanto sul sito web Conchidortos è sempre attiva la petizione dell'associazione apposita, "Salvamos Orolio, salvamos sos nuraghes", cui hanno risposto migliaia di persone e in particolare uomini della cultura isolana, associazioni di tutta l'isola. Ha aderito in particolare Giovanni Lilliu, che il nuraghe di Orolio lo conosce da sempre. Recentemente l'associazione ha organizzato anche un convegno con la partecipazione di esperti. La parola d'ordine è sempre la stessa: "Salviamo Orolio", quindi evitare il crollo del nuraghe simbolo della Sardegna centrale. L'APPELLO. "Chiediamo la tua adesione», è scritto nel sito, «per salvare e mettere in sicurezza il nuraghe più bello del mondo». Una scritta in limba in rima così recita: «Chie tened podere e tened coroBennid'est s'ora de ponner riparu chi custu monumentu e a nois caru siad cunsideradu unu tesoro». Traduzione dal sardo: «Chi ha potere e ha un cuore, è arrivata l'ora di porre un riparo, affinchè questo monumento a noi caro, sia considerato un tesoro». Quindi un appello inequivocabile, che richiama il Governo nazionale, ma anche la Regione.