PALERMO «Incostituzionali». Le norme con le quali l'Assemblea regionale siciliana cancella i vincoli paesistici per consentire la costruzione di otto alberghi alle Eolie e quelle con cui permette di trasformare capannoni su verde agricolo in ville private e alberghi, secondo il commissario dello Stato Gianfranco Romagnoli «violano i principi fondamentali della Costituzione». Scende la scure, dell'organo di controllo di legittimità sugli articoli più contestati della legge-omnibus siciliana, che riduce all'osso con l'impugnativa di 15 articoli la manovra di variazione di bilancio da 600 milioni di euro. Un colpo di spugna che fa esultare ambientalisti e opposizioni, ma che incontra anche i favori del ministero. H vialibera agli alberghi alle Eolie, sponsorizzato da Forza Italia e approvato dalla maggioranza di centrodestra, aveva fatto esplodere il caso, accompagnato dall'allarme sulla possibile cancellazione delle isole dal patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Già nei giorni scorsi il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani aveva sollecitato un intervento del commissario dello Stato, suscitando le ire del presidente della Regione Salvatore Cuffaro e del presidente del Parlamento siciliano Guido Lo Porto. Due giorni fa lo stesso ministro aveva ottenuto dalla giunta regionale l'impegno aritirare la norma-sanatoria. Ieri quelle quattro righe dell'articolo che tanta eco ha prodotto sono finite davanti alla Corte costituzionale, assieme a tutte le altre impugnate. La norma, scrive l'organo di controllo, «produce un irreparabile nocumento al patrimonio ambientale, la cui tutela l'articolo 9 della Costituzione inserisce tra i principi fondamentali, quel patrimonio appartiene all'intera comunità locale». È la parola fine, almeno fino al pronunciamento della Consulta, sul progetto degli otto alberghi tra Lipari e Vulcano, destinati a creare 300 posti letto. Ma nella legge contenitore approvata dall'Assemblea siciliana il caso Eolie è solo una delle sorprese confezionate. Ha fatto altrettanto discutere, e non ha avuto sorte diversa, l'articolo con cui è stata consentita la trasformazione della destinazione d'uso dei fabbricati realizzati su verde agricolo. Una sorta di mari sanatoria, che di fatto avrebbe permesso ai proprietari dei circa duemilatra capannoni, magazzini rurali e opifici sparsi su tutte le aree sottoposte a vincolo di realizzare alberghi, ristoranti, agriturismi, ma anche villette private. Un pallino del legislatore siciliano, che già lo scorso anno aveva approvato la stessa disposizione, poi impugnata dal commissario dello Stato. Ieri non è andata diversamente: «Così si sanano costruzioni edificate in difformità ai vincoli urbanistici bacchetta Romagnoli evitando di incorrere nelle Dreviste sanzioni penali». Insomma, l'Assemblea questa volta si è anche lanciata in una «indebita interferenza nella materia penale». Come se non bastasse, la stessa legge avrebbe permesso di erigere pali per il passaggio delle linee elettriche e telefoniche in aree sottoposte a vincoli e di esonerare titolari di fabbricati industriali dal rispetto delle distanze minime dalle case. Cancellate anche queste norme. «La decisione del commissario è una buona notizia: la soluzione più veloce della vicenda» è il commento del sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono. «È ora che la Sicilia scommetta sulla propria bellezza» dice Realacci di Legambiente. «Cuffaro, sconfessato, a questo punto farebbe bene a dimettersi» insorge Leoluca Orlando a nome del centrosinistra. E il governatore? Si limita a sottolineare che «gli organi tecnici dovrebbero rimanere estranei a qualsiasi suggestione di merito».
Cemento selvaggio, Sicilia bocciata
La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali 15 articoli della legge-omnibus siciliana che consentono la costruzione di otto alberghi alle Eolie e la trasformazione di capannoni su verde agricolo in ville private e alberghi. La legge, approvata dall'Assemblea regionale siciliana, viola i principi fondamentali della Costituzione, in particolare l'articolo 9 che tutela il patrimonio ambientale. La Corte ha anche annullato norme che consentono la costruzione di pali per le linee elettriche e telefoniche in aree sottoposte a vincoli e l'esenzione dai vincoli urbanistici per titolari di fabbricati industriali.
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