Il prefetto: sinergia tra istituzioni e imprenditori Incontro all'ente camerale Per i colibrì di Miramare a rischio di sfratto arrivano grandi e importanti sponsor: la Prefettura e la Camera di commercio. Potrebbero aggiungersi, ed è questo lo scopo delle due intenzioni convergenti, imprenditori in «cordata» disposti a investire sul Centro di Miramare, sotto inchiesta per abuso edilizio e in possesso solo di una proroga temporanea. Ma sul quale si è accentrato l'interesse nazionale, affinché i delicatissimi 80 uccelli (e il piccolo nato nei giorni scorsi) restino non solo in Italia, ma anche a Trieste. «Stiamo lavorando - ha affermato il prefetto Alessandro Giacchetti - per costruire una cordata che possa sostenere il rilancio del Centro, istituto unico nel panorama europeo, un patrimonio importante per la città e la regione, che tutti auspichiamo possa rimanere in questo territorio». Da qui l'idea di convocare nei primi giorni di febbraio imprenditori ed enti locali. Ne dovrebbe sortire un accordo di programma «che metta insieme - ha proseguito Giacchetti - istituzioni e forze locali con l'obiettivo di salvaguardare il Centro. Potrebbe diventare anche un volano per il turismo». Il presidente della Camera di commercio, Antonio Paoletti, ha peraltro affrontato la questione col direttore regionale dei Beni culturali, Giangiacomo Martines, in una riunione cui erano presenti anche un componente della Giunta camerale, Franco Rigetti, e Piero Colavitti portavoce di Vittorio Sgarbi (che sulla vicenda dei colibrì aveva sollecitato il diretto interessamento di Berlusconi). E in quella sede Paoletti ha suggerito l'organizzazione di un incontro con gli enti pubblici locali e territoriali «per definire una soluzione definitiva e duratura per il Parco dei colibrì». Ieri sera è arrivato l'impegno esplicito della Prefettura. Dopo che del tutto a sorpresa lo stesso Berlusconi ha trovato tempo e modo di assicurare al direttore del Centro, Stefano Rimoli, che i colibrì saranno salvati (in suo onore è stato battezzato «Silvio» l'ultimo nato a Miramare) è al direttore regionale dei Beni culturali Martines, che i ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali hanno affidato il compito di salvaguardia. Ora l'impegno istituzionale di rafforza, e si allarga sul territorio l'onore e l'onere di conservare a Trieste il raro patrimonio.
Trieste. Colibrì, una "cordata" per salvare il Centro
Il prefetto Alessandro Giacchetti ha convocato imprenditori e enti locali per discutere di un accordo di programma per salvaguardare il Centro di Miramare, un istituto unico nel panorama europeo. La Prefettura e la Camera di commercio hanno espresso interesse in investire nel Centro, sotto inchiesta per abuso edilizio. L'obiettivo è costruire una cordata che possa sostenere il rilancio del Centro e salvaguardare il patrimonio culturale. Il presidente della Camera di commercio, Antonio Paoletti, ha suggerito un incontro con gli enti pubblici locali per definire una soluzione definitiva e duratura per il Parco dei colibrì.
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