I secessionisti. Südtiroler Freiheit: monumenti scandalosi BOLZANO L'accordo tra l'Svp e Bondi spiazza il movimento di Eva Klotz. La pasionaria, che per anni ha tuonato contro i simboli fascisti, rischia di ritrovarsi senza argomenti per infiammare gli animi dei suoi elettori. Insieme al consigliere provinciale Sven Knoll e a Werner Thaler, la Klotz ha scritto al presidente dell'Unesco. «Vogliamo richiamare l'attenzione pubblica su uno scandalo europeo. Mentre altri stati eliminano monumenti eretti a ricordo di regimi totalitari o li trasformano in opere a monito del passato, lo stato italiano si legge nella lettera fa restaurare con enorme dispendio economico il monumento fascista alla vittoria nel capoluogo della Provincia di Bolzano. Il monumento fu eretto nel 1928 dall'allora regime fascista italiano al comando del dittatore Benito Mussolini per ricordare la vittoria dell'Italia nella prima guerra mondiale e per sottolineare le pretese dell'Italia sulla parte meridionale del Tirolo. Le colonne del monumento hanno forma di fascio littorio, la scritta sul frontone (Da qui educammo gli altri con la lingua, le leggi e le arti) rappresenta una umiliazione della popolazione locale. Una ulteriore umiliazione consiste nel fatto che il monumento ai caduti del II reggimento dei Kaiserjäger Tirolesi abbia dovuto fare posto alla costruzione del monumento alla vittoria fascista. Mentre altri stati ricordano le vittime del fascismo, al monumento di Bolzano vengono ancora oggi deposte delle corone per gli oppressori su ordine dello stato italiano. L'autorità statale ha proibito di apporre nelle immediate vicinanze del monumento tabelle informative sulle quali poter spiegarne la simbologia totalitarista. Negli ultimi 25 anni sono stati spesi circa 7,5 milioni per il mantenimento del monumento lavori per altri due milioni. Contemporaneamente l'Italia lascia cadere in rovina, per mancanza di denaro, gli scavi di Pompei».