La lunga giornata del titolare della Cultura ROMA Il mite e dialogante Bondi, inseguito dalla fama di poeta, per un giorno - è l'eroe incontrastato del centrodestra. Ma a modo suo: «Felice dell'esito del voto? Ma sì, certo, la solidarietà dei miei colleghi mi ha fatto molto piacere. Però provo estraneità, anzi indifferenza per questo modo di fare politica Vedo solo bassezza e cinismo. Soprattutto in Bersani, Fini, Casini e Franceschini.... proprio quel cinismo che è alle origini delle loro sconfitte politiche». - Ore 20 di ieri sera, Sandro Bondi sul treno con Manuela Repetti, compagna inseparabile nella vita privata come in quella pubblica perché lei è deputato pdl, arriveranno tardi a Novi Ligure. Da tempo è lì la loro vera casa. L'umore è cambiato rispetto a un paio di giorni fa, quando la stanchezza era colorata di depressione. Ha affrontato e vinto un voto di fiducia che ha sempre definito «una barbarie, un atto di violenza personale...». Tra poco via quel completo grigio rigato, la camicia bianca, la cravatta blu con lievi fantasie bianche: un maglione, la cagnetta Grisbì, i libri. La domanda di fondo rimane per ora senza risposta. Ma Bondi si dimetterà o no? Fino a due giorni fa tutti erano pronti a scommettere su una sua uscita subito dopo il voto. Ma, finita questa giornata in cui il centrodestra incassa una vittoria numericamente devastante per il centrosinistra e il «terzo polo», il quadro potrebbe cambiare. Berlusconi, che Bondi sentirà molto presto, oggi stesso, potrebbe impedirgli un'uscita di scena proprio per non vanificare l'immagine della vittoria. E magari lo stesso Bondi potrebbe soppesare gli abbracci e le carezze ricevute da La Russa, dalla Prestigiacomo e dalla Brambilla, da Denis Verdini e da Fabrizio Cicchitto. Poi la stretta di mano con Umberto Boss. Le pacche di Giulio Tremonti, proprio quel ministro dell'Economia verso il quale (secondo centrosinistra e «terzo polo») sarebbe stato così timido da subire tagli e umiliazioni. Resta il fatto che lui, Bondi, è stanco e sembra interiormente lontano dalla poltrona che lo aspetta nel monumentale studio in via del Collegio Romano, vuoto da diverse settimane. Intanto si affida a una dichiarazione ufficiale: "Il Pd e i partiti ispirati da Fini e da Casini trarranno qualche insegnamento anche dalla sonora sconfitta di oggi? Una sana idea della politica e una realistica considerazione degli interessi del Paese lo suggerirebbero. Temo, tuttavia, che questo non avverrà, soprattutto perché i leader di queste forze politiche sono persone politicamente e umanamente assai modeste....» Durante il dibattito e il suo discorso, per un paio d'ore sembra quasi lui il presidente del Consiglio. Perché a lui si rivolgono maggioranza e opposizione. Da lui approdano decine di deputati leghisti e pdl, il tempo di un gesto di solidarietà. Ed è lui a parlare affrontando le urla del centrosinistra e prendendosi gli applausi del centrodestra. Ogni tanto ricorre al fazzoletto, suda per la tensione, beve un po' d'acqua. Lei, Manuela Repetti, è sui banchi, accanto a Michaela Biancofiore. I due si stringono rapidamente la mano (nessun abbraccio) alla fine della replica. Ma durante il dibattito gli sguardi si incrociano spesso. Nel discorso, Bondi si prende la prima rivincita tecnica ricordando al centrosinistra che fu la Finanziaria del 2008, sotto Romano Prodi, a sottrarre l'introito diretto dei biglietti staccati nei musei e ad assegnarlo al ministero dell'Economia «per poi essere successivamente riassegnati al ministero per i Beni e le attività culturali nella misura massima del 50 per cento. Sapete cosa ha significato ciò in termini di tagli ai beni culturali? Centocinquanta milioni di euro in meno. Il colpo mortale lo avete dato voi, voi della sinistra». Diluvio di applausi dal centrodestra Poi si toglie un altro bel peso, stavolta verso il mondo del cinema che lo ha attaccato continuamente: «Veltroni, Rutelli, Melandri sono considerati dei numi tutelai della cultura.. ma tra il 1996 e il 2000 sono stati erogati al cinema 266 milioni di euro a fronte di incassi per 43 milioni.. registi tanto adulati, quanto poco apprezzati dal pubblico». Boato. E Pompei, e il crollo che lo ha travolto? «L'Italia spende meno degli altri Paesi europei e questo è uno scandalo ma spende anche male le sue risorse. Dal 2002 ad oggi c'erano nelle casse di Pompei circa 50 milioni di euro da poter spendere. I soli biglietti rendono 22 milioni... V rendete conto di cosa si potrebbe fare con quei soldi?» Le polemiche sui tagli? «Non ho mai scaricato le responsabilità su Tremonti perché sono una persona responsabile e conosco la situazione della finanza pubblica». Se l'Italia spende poco «la responsabilità è delle classi dirigenti del Paese». Ma alla fine, tutto questo è molto meno importante della sconfitta dell'opposizione. E dei predecessori del centrosinistra Veltroni, Melandri, Buttiglione, Rutelli...
Bondi: Felice, ma vedo bassezza e cinismo. E rimane la tentazione dell'addio
Il titolare della Cultura, Sandro Bondi, ha espresso la sua stanchezza e indifferenza per il voto di fiducia del centrodestra, che ha sconfitto il centrosinistra. Ha affermato di provare estraneità e cinismo nei confronti dei leader del centrodestra, come Bersani, Fini, Casini e Franceschini, che considera basi e cinici. Ha anche criticato il centrodestra per aver incassato una vittoria numericamente devastante. Ha sostenuto che il centrodestra non ha capito la sconfitta e che i suoi leader sono persone politicamente e umanamente assai modeste. Ha anche criticato il centrodestra per aver incassato una vittoria numericamente devastante e per aver sottratto l'introito diretto dei biglietti staccati nei musei.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo