Presidente Parco del Vesuvio COME era giusto e auspicabile, sull' esempio dell' intervento dell' imprenditore Della Valle per il restauro del Colosseo, l' imprenditoria napoletana sembra decisa a seguire l' esempio e di farlo per Pompei. Molto bene. Ma io vorrei cinicamente ricordare che in tanto esiste Pompei in quanto esiste il Vesuvio. Che il Vesuvio è, per così dire, il datore di lavoro di Pompei. E non si trova in buone condizioni. Anzi, ancorché protetto da un Parco nazionale, le sue condizioni sono cattive e vanno peggiorando: dal punto di vista naturalistico, economico e sociale. Quest' ultimo aspetto è dimostrato dalle ricorrenti manifestazioni degli ex lavoratori della disciolta cooperativa "Vesuvio natura lavoro" i quali da qualche giorno, in condizioni disperate, bloccano l' accesso dei visitatori al cratere. Purtroppo, in un Paese nel quale per far riconoscere la propria esistenza bisogna salire su una gru o su un tetto, questo rischia di essere l' unico strumento a loro disposizione. Ma, poiché sull' argomento si sono dette cose non sempre rispondenti alla realtà, vorrei brevemente esporre la versione del Parco ricostruendo rapidamente le origini e gli aspetti della vicenda. Le radici affondano a 15 anni fa, quando, nel 1996 (un anno dopo l' istituzione del Parco) il ministero del Lavoro - essendo la nostra un' area di particolari difficoltà socio economiche - ci mandò 180 lavoratori socialmente utili. Con i pochissimi mezzi strutturali a disposizione (una sede di fortuna a San Sebastiano, nessuna unità di personale) organizzammo (luglio 1996) i lavoratori in squadrette adibite ad avvistamento e prevenzione incendi con ottimi risultati. In seguito quei lavoratori per metà furono assorbiti nell' area Tess e per metà si riunirono in una cooperativa nell' ambito della quale hanno, in gran parte, svolto lavori di ingegneria naturalistica, universalmente apprezzati, all' interno dell' area del Parco. Ma non essendo riuscita a stare sul mercato, la cooperativa fallì e fu messa in liquidazione a gennaio 2008. A febbraio 2008 ci siamo subito adoperati, con la collaborazione della presidenza della giunta regionale, per tentare soluzioni. Una prima parziale soluzione fu trovata a marzo 2008 quando firmammo una convenzione con la società Recam (oggi Astir) che consentì di impiegare nei servizi di pulizia dei locali del parco e di biglietteria a quota 1000 del Vesuvio, 18 lavoratori. Ne restavano fuori una settantina per i quali si ottenne un ammortizzatore sociale detto "mobilità in deroga" (circa 400 euro mensili...). Per i suddetti servizi il Parco nazionale del Vesuvio si impegnava a versare annualmente a Recam (poi Astir) 400.000 euro che sono più o meno l' equivalente di quanto annualmente si incassa dai visitatori che da quota 1000 ascendono al cratere. Con successivi rinnovi la convenzione (dal 2009 con Astir che nel frattempo era diventata società 100 Regione) è arrivata sino al 31 dicembre 2010. Dal 1 gennaio 2011 quelle persone non hanno più lavoro e contemporaneamente, alla stessa data, ha avuto termine la mobilità in deroga per gli altri. Il Parco le cui risorse vanno annualmente riducendosi a causa della costante riduzione dei trasferimenti dal ministero dell' Ambiente che, a sua volta, riceve annuali tagli dalle leggi finanziarie, per assicurarsii vitali servizi di pulizia e biglietteria nel modo meno oneroso possibile, pressantemente indirizzato in questo senso da ministero delle Finanze, ministero dell' Ambiente e Revisori dei conti, ha dovuto far ricorso alla pubblicazione di bandi di gara per l' assegnazione di quei servizi. Inoltre, la mancanza di fondi non consente la manutenzione dei lavori di ingegneria naturalistica di cui dicevo che avevano consentito la realizzazione di una rete di 50 km di sentieri. Per tutti questi motivi sono quasi tre anni che vado in giro col cappello in mano bussando alle porte della Regione senza essere riuscito a ottenere che vi ci si mettesse dentro nemmeno un euro. Per tutto ciò lancio un appello e chiedo uno stanziamento straordinario di 6-700.000 euro a favore del Parco, ma vincolato alla realizzazione di manutenzione dei sentieri e risanamento ambientale a opera degli ex lavoratori (oggi sono una sessantina). Mi rivolgo ai consiglieri regionali, specialmente a quelli di area vesuviana, perché si facciano promotori di questa iniziativa e mi rivolgo agli assessori e alla presidenza perché l' accolgano. Si tratta veramente di briciole. Briciole per la raccolta delle quali l' appello si rivolge anche alla imprenditoria napoletana, a istituti come la Camera di commercio, l' Unione degli industriali, le fondazioni bancarie perché, insieme con la Regione, consentano di portare a rapida soluzione, entro questo mese, un problema che è, a un tempo, di tutela dell' ambiente, di tutela e rilancio dell' economia turistica e delle legittime aspettative degli ex lavoratori.
NAPOLI - Appello per 60 lavoratori del Parco del Vesuvio
Il Parco nazionale del Vesuvio sta affrontando problemi di manutenzione e di gestione dei servizi di pulizia e biglietteria. Gli ex lavoratori della cooperativa "Vesuvio natura lavoro" che sono stati licenziati nel 2011 non hanno più lavoro e non ricevono l'indennità di mobilità in deroga. Il Parco ha dovuto pubblicare bandi di gara per l'assegnazione dei servizi di pulizia e biglietteria, ma la mancanza di fondi non consente la manutenzione dei lavori di ingegneria naturalistica. L'autore del testo chiede uno stanziamento straordinario di 6-700.
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