ROMA - «L' Italia usii fondi europei per salvare Pompei». L' invito, ieri, è stato lanciato dal commissario europeo per la politica regionale Johannes Hahn, durante una tavola rotonda alla Camera con il ministro per i Rapporti regionali Raffaele Fitto. «L' Italia è uno dei maggiori beneficiari dei fondi della politica di coesione regionale. A disposizione ci sono ben 29 miliardi di euro in un arco di tempo che va dal 2007 al 2013», ha detto Hahn. «I finanziamenti non vanno soltanto spesi, ma devono essere utilizzati in modo corretto ed efficace. Per questo ho proposto al ministro Fitto di devolvere una parte di questi fondi per la ristrutturazione dei vari siti archeologici, in particolar modo per Pompei». Quella cifra, insomma, dovrebbe servire ad avviare un processo di ristrutturazione degli scavi archeologici, in Campania e altrove. «La decisione di Hahn è nell' ambito della strategia sulla coesione sociale, territoriale ed economica», ha spiegato il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. Aggiungendo: «All' interno di questa programmazione, la cultura ha un ruolo e potremo attingere fondi per Pompei. La prossima tappa sarà avviare un confronto gestito dal ministro Fitto, perché la competenza sulla coesione sociale spetta alle Regioni, e da Bondi per la cultura. Presenteremo un progettoe quantificheremo l' importo». Puntualizza l' ex direttore generale per i Beni archeologici Stefano De Caro: «In passato, abbiamo sempre utilizzato i fondi europei per Pompei. L' ultima volta sono stati investiti 50 milioni di euro». Ma il monito europeo al buon uso dei finanziamenti non è il solo che potrebbe giovare al sito danneggiato dai crolli dei mesi scorsi. Al Senato, ieri, è stato presentato un emendamento al decreto milleproroghe che prevede l' assunzione di archeologi in deroga al blocco del turn over e affida alla soprintendenza di Napoli e Pompei maggiori poteri per la manutenzione degli scavi.