GELA - La città simbolo dell'abusivismo edilizio muove il primo passo verso il riscatto: la demolizione di un manufatto non autorizzato. Se per 42 annia Gela siè costruito senza rispettare le regole per l'assenza di un piano di urbanizzazione, la città si è dotata di un piano regolatore generale solo qualche mese fa. E l'altro ieri è stata firmata la prima richiesta di demolizione. Un atto con cui il sindaco Angelo Fasulo e l'assessore all'Urbanistica Giuseppe D'Aleo dichiarano guerra al mattone selvaggio. Alle prime luci del mattino le ruspe sono entrate in azione sul lungomare Federico IIe hanno demolito una villetta di 70 metri quadrati. La costruzione era stata sequestrata dalla guardia di finanza nel 2009. I proprietari avevano occultato lo scheletro della costruzione con canne ed erbacce, ma l'escamotage non è servito a nulla. «Era una villa che gridava vendetta - ha detto il sindaco Fasulo - perché costruita senza alcuna autorizzazione e per di più in un'area a rischio, in un terreno franoso». Sempre ieri, a Balestrate, in provincia di Palermo, è stata abbattuta anche la casa confiscata al boss mafioso Luigi Mutari: la ditta vincitrice dell'appalto si era ritirata, e dopo la minaccia del prefetto di fare intervenire l'esercito, la seconda impresa in graduatoria si è fatta avanti e ha raso al suolo l'edificio.
SICILIA - Gela, guerra all'abusivismo demolita la prima villetta
La città di Gela, in provincia di Catania, ha iniziato a demolire un manufatto non autorizzato. La demolizione è stata effettuata sul lungomare Federico II e ha riguardato una villetta di 70 metri quadrati. La costruzione era stata sequestrata dalla guardia di finanza nel 2009. I proprietari avevano occultato lo scheletro della costruzione con canne ed erbacce, ma l'escamotaggio non è servito a nulla. La demolizione è stata effettuata con la partecipazione del sindaco Angelo Fasulo e dell'assessore all'Urbanistica Giuseppe D'Aleo. Inoltre, a Balestrate, in provincia di Palermo, è stata abbattuta anche una casa confiscata al boss mafioso Luigi Mutari.
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