SOMMA VESUVIANA. Adesso è corsa contro il tempo per il mantenimento della missione giapponese che si occupa di riportare alla luce Villa Augustea. Nel 2011 infatti scade la concessione che il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha assegnato alla fondazione fiorentina Del Bianco la quale a sua volta l'ha girata agli studiosi dell'università di Tokio. Quest'ultimi, nonostante l'entusiasmo e l'enorme quantità di yen profusi fino ad oggi, avrebbero un arcigno scoglio da superare: l'ottenimento di nuove superfici di terreno dove poter scavare. Si perché per poter ottenere una nuova licenza quadriennale servono suoli intorno l'area archeologica augustea. Il campanello d'allarme è scattato, ma il sindaco di Somma Vesuviana, Raffaele Allocca, nel commentare la sparizione del capitello corinzio ha tentato di rassicurare gli animi. «L'iter burocratico per gli espropri è buon punto». Gli espropri in questione riguarderebbero sia l'accordo bonario tra lo stesso Ente ed i proprietari di 1800 metri di suolo e sia l'accordo per inglobare 5000 metri attigui a quest'ultima superficie. A ciò andrebbero aggiunti i progetti stilati dallo stesso Comune e finanziati dalla regione per le pensiline che dovrebbe permettere le visite ad appassionati e curiosi durante tutto l'anno. La scoperta del rudere augusteo avvenne per caso nel 1930. Le prime esplorazioni furono eseguite nel periodo 1934-36, sotto il Soprintendente Prof. Amedeo Maiuri, celebre archeologo. I primi saggi portarono alla luce i fronti dei pilastri gemini ed un foro circolare di 30 centimetri di diametro, dove erano infissi travi di sostegno alle arcate. Questi ritrovamenti e la grande dimensione della villa fece si che numerosi studiosi la attribuissero a un imperatore della grandezza di Augusto, già padrone di un latifondo nella zona e forse di una locale residenza estiva. Dal 2001, dopo una parentesi di scavi negli anni 80', a lavorarci sono i giapponesi dell'università di Tokio, guidati dal direttore tecnico Satoshi Matsuyama, i quali hanno sentenziato che la struttura sarebbe una domus signorile, luogo di villeggiatura e otium di qualche patrizio del periodo augusteo.