Apprendiamo con piacere che addirittura il 20 del valore dei biglietti staccati per la visita al museo statale degli Uffizi sarà incamerata dal Comune di Firenze, con l'impegno di una miglioramento dei sistemi d'accoglienza per i visitatori: con senso di responsabilità, lo Stato rinuncia a una parte degli introiti per partecipare alle spese che il Comune sostiene per pulizie, manutenzioni, restauri. Sembra sia uno dei primi frutti della visita ad Arcore del sindaco Renzi, e dovrebbe costituire un «modello Firenze», da adottarsi anche in altre città con simili problemi, pur con proporzioni diverse. Suggerisco alla locale Amministrazione di attivarsi per un'analoga iniziativa presso il ministero dei Beni Culturali: il Palazzo Ducale di Mantova è uno dei musei più visitati in Italia. I benefici economici che si possono trarre sono facilmente intuibili solo consultando le cifre pubblicate dall'Ufficio statistica del ministero sui totali degli introiti, come è coerente lo sforzo che lo Stato può sostenere perché la città che «ospita» il museo tragga utilità dal «carico» di visitatori paganti. Questa concessione al Sindaco di Firenze non dovrebbe risultare iniziativa isolata, né fatto straordinario per le città d'arte. Soprattutto nel caso di Mantova che è tra i siti del patrimonio mondiale dell'Unesco con Sabbioneta, senza trarne benefici economici visibili.