Il critico irrompe all'inaugurazione. "E' davvero assurdo fare un museo per non vedenti alla Mole" "La gente è come dissociata, non si interessa d'arte. Sarà per questo che qui ho poche fidanzate" "Altro che Omero questo spazio espositivo potrebbe essere utilizzato per grandi mostre" Ciclone Sgarbi. Arriva quando la cerimonia per il restyling del Duomo è praticamente terminata ma si prende subito la scena. Da attore consumato. Abituato a stare al centro dell'attenzione. Il tempo di salutare con affetto il cardinale Dionigi Tettamanzi, ricordando anche alcuni passi della vita politica e culturale meneghina e delle sue non certo amichevoli discussioni con il sindaco Moratti, per poi entrare in Duomo accolto come una star. Saluto caloroso con monsignor Menichelli, con cui dimostra di avere una buona amicizia, probabilmente legata a quando era sindaco di San Severino, luogo natale dell'Arcivescovo. E, prima di ammirare il nuovo altare, l'ambone ed il presbiterio, che dice di apprezzare in maniera particolare, si lascia andare in alcune osservazioni non certo tenere sulla città e dei suoi abitanti. O meglio - come precisa.- sull'indole degli anconetani che "hanno un difficile rapporto con le iniziative culturali, sono un po' dissociati quando si tratta di arte: forse - ha detto - gli ci vorrebbe uno psicologo". "Ma quante persone visitano il Museo Archeologico e Diocesano? 36, 48: numeri veramente risibili. Come è risibile - altro affondo - il fatto che nello spazio espositivo della Mole Vanvitelliana, che potrebbe essere usato per grandi mostre od altre iniziative, venga portato il Museo Omero. Ma vogliamo scherzare? Un museo per non vedenti poteva trovare un'altra collocazione, considerando che per loro le opere basta toccarle. E poi quanti saranno questi non vedenti che visiteranno questo museo?" Un rapporto difficile quello tra Ancona e Vittorio Sgarbi. Un feeling mai sbocciato, forse anche perla guerra dei Bronzi, che se ne tornarono a Pergola nel 2002 con il buon viatico di Sgarbi Sottosegretario ai Beni Culturali. "Guardate io non ho nulla contro questa città. Mi piace anche. Ma come critico non posso non rilevare l'indifferenza che c'è verso l'aspetto artistico. Un vero e proprio distacco dall'arte e dalle cose belle, di cui peraltro la città è piena. Una caratteristica che va in controtendenza a quello che succede in altre località delle Marche. Magari molto più piccole ma sensibili culturalmente. Prendete Caldarola, oppure Pergola, un paese che ha difeso con i denti i bronzi mentre Ancona li ha scaricati con indifferenza. Tanto per fare un altro esempio prendete il caso della mostra su Nicola Di Maestrantonio di Ancona che cerco di promuovere da qualche tempo senza avere riscontri. Di questo passo escluderemo Ancona dalla Biennale che porteremo ad Urbino". Ma di chi è la colpa di tale indifferenza? "Secondo me è una questione di temperamento, di indole della gente. Francamente ci vorrebbe uno psicologo per spiegare un tale autolesionismo. E, per quanto riguarda le istituzioni, a partire dal basso fino ad arrivare al Governo dico: tagliare i fondi per i beni culturali che rappresentano un valore aggiunto per il nostro territorio significa stare nel Congo". Ma ci sarà qualcuno da salvare? "Non conosco bene la situazione del Comune ma posso dire che ci sono persone che cercano di promuovere la cultura. Penso all'assessore regionale Serenella Moroder (verso cui, guardando Bugaro, ha parole d'apprezzamento, ndr) che è brava e si impegna molto. E penso anche al mio amico Arcivescovo Menichelli, ed alla Chiesa in genere, che riesce a stimolare ed a promuovere importanti iniziative culturali. Ma non basta gli anconetani debbono impegnarsi tanto di più in campo artistico per promuovere meglio la loro bella città". Per concludere una battuta finale, prima di visitare il Museo Diocesano. "Ma, secondo voi - chiede a giornalisti, fotografi e curiosi che lo hanno accompagnato in questo suo brevissimo ma intenso blitz a san Ciriaco, quante fidanzate ho avuto ad Ancona? Sicuramente meno di quelle che ho avuto in diverse altre città italiane. E ci sarà pure un motivo".
Furia Sgarbi: "Ancona senza cultura"
Vittorio Sgarbi, critico d'arte e attore, si presenta all'inaugurazione del Museo Archeologico e Diocesano di Ancona, ma si scatena in una critica durissima alla città e alle sue istituzioni. Critica l'indifferenza degli anconetani verso l'arte e le iniziative culturali, definendoli "dissociati" e "autolesionisti". Sgarbi accusa il Comune di Ancona di non avere una politica culturale adeguata e di non promuovere la cultura. Tuttavia, riconosce l'importanza di alcune persone, come l'assessore regionale Serenella Moroder e l'Arcivescovo Menichelli, che cercano di promuovere la cultura.
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