PALERMO. Precisa che «il governo regionale sin dall'inizio si era dichiarato contrario alla norma sulle Eolie». Ma un secondo dopo, Totò Cuffaro torna a mettere in discussione la «terzietà» del commissario dello Stato che ha semi-demolito la manovra varata dall'Ars. «Rimane sul tappeto un tema di carattere generale - afferma il presidente della Regione - che nulla ha a che fare con la norma sulle Eolie. Da una prima lettura dell'impugnativa, infatti, sembra riproporsi in maniera preoccupante il tema di un Commissario dello Stato interessato non solo alla legittimità costituzionale della norma ma, in diversi casi, a censurare il merito di talune parti della legge». Prosegue Cuffaro: «Al di là di ogni specifica va-lutazione sul contenuto delle singole norme si tratterebbe, se la nostra impressione fosse confermata, di un inaccettabile cedimento rispetto al ruolo di garanzia e di di terzietà che lo Statuto assegna alle funzioni del Commissario». Il presidente, assieme ai legali di Palazzo d'Orleans, sta valutando l'opportunità di promulgare ugualmente alcune delle norme impugnate. Non quella sui nuovi alberghi alle Eolie, comunque. L'assessore alla Sanità Giovanni Pistorio, anche lui dell'Udc come Cuffaro, indica nella bocciatura dell'assunzione di 800 medici il possibile sconfinamento dal suo ruolo da parte del commissario dello Stato. E dice chiaramente, Pistorio, che «bisogna tornare a riflettere sull'emendamento soppressivo dell'istituto del commissario». Cuffaro ha atteso fino alle nove di sera, dopo una riunione di giunta, per commentare il ricorso di Romagnoli. E dopo aver letto le note d'agenzia sulle polemiche innescate dall'impugnativa. Leoluca Orlando e i Ds sono tornati a chiedere le dimissioni del governatore: «Se ne vada portando con sé questa vergognosa maggioranza parlamentare. Sarebbe un modo per salvare dal ridicolo se stesso, le istituzioni regionali e tutta la Sicilia». Parole che il presidente della Regione commenta così: «Di vergognoso nel panorama politico siciliano rimangono soltanto le proposte di Orlando che ritornando fra noi dopo prolungate quanto inspiegabili quarantene, non pago delle migliaia di precari lasciati in eredità al Comune di Palermo, ha ancora il coraggio di proporre nuovi ingressi di Lsu nella Resais». Il vicepresidente Francesco Cascio aggiunge del pepe: «Orlando usurpa un ruolo, da sconfitto, per girare il mondo e pontificare». Ma nell'opposizione anche Antonello Cracolici, segretario dei Ds, chiede un ritorno alle urne, «dopo il gravissimo danno provocato dall'arroganza e dal disprezzo delle regole dimostrato dal centrodestra». A Cracolici replica Nino Dina, capogruppo dell'Udc: «Cracolici assegna a Cuffaro responsabilità che sono Art soddisfatta per l'impugnativa Leoluca Orlando e i Ds chiedono le dimissioni del governatore del Parlamento. E alcune norme censurate dal commissario dello Stato sono direttamente riconducibili ai deputati Ds». Giornata di polemiche e dichiarazioni di sollievo. Quelle che giungono da An, il partito che più aveva contestato la norma sugli alberghi alle Eolie. L'assessore Fabio Granata, il grande accusatore: «Spazzata via una norma iniqua ma questa vicenda lascia l'amaro in boca perché, dopo anni di tutela rigorosa coniugata allo sviluppo, abbiamo dato ancora, a livello nazionale e internazionale, una cattiva immagine». L'altro assessore targato An, Raffaele Stancanelli: «L'articolo sulle Eolie era un atto irrazionale oltre che incostituzionale», infine il capogruppo di Alleanza Nazionale, Santi Formica: «L'impugnativa operata dal commissario dello Stato ci da ragione e fa giustizia del tentativo di bassa lega, operato in aula in un clima di confusione, anche contro le decisioni del governo e della maggioranza».