Molto critici Gnecchi, Tommasini e il verde Dello Sbarba BOLZANO. Ad essere critico nei confronti di governo ed Svp sul caso Bondi non è solo il sindaco Spagnoli. Scendono in campo anche la deputata Pd Luisa Gnecchi, il vicepresidente della giunta Christian Tommasini e il consigliere provinciale verde Riccardo Dello Sbarba. «Il Pdl si sta coprendo di ridicolo», taglia corto Tommasini. «L'onorevole Biancofiore entra a gamba tesa sul tema toponomastica, mentre Il suo ministro Bondi sta recitando questa farsa. Sarebbe meglio se stesse zitta». «Vediamo cosa succederà», dice invece la parlamentare Gnecchi, «ma è un'illusione sperare che da questo governo possa arrivare qualcosa di serio o di coerente. Si barcamenano, continuando a concedere questo e quello, ma esclusivamente a fini strumentali». Nulla meraviglierebbe l'onorevole Gnecchi, «sia che Bondi dovesse concedere dei soldi per effettuare o proseguire un restauro, sia che invece decidesse per la soppressione dei lavori». Il governo, «fa tutto e il contrario di tutto, e questo senza minimamente considerare le conseguenze sul territorio. Di più per ora non voglio dire, perché aspetto di vedere come si voterà domani pomeriggio (oggi per chi legge, ndr)». Il verde Riccardo Dello Sbarba dal canto suo punta su due considerazioni. Prima: «Critico il metodo. Sui relitti fascisti e sul monumento alla Vittoria occorre una decisione condivisa; dovrà essere un atto fondamentale per costruire l'Alto Adige del futuro e per generare un vero clima di convivenza. Qualunque decisione si prenda, non può essere adottata uni o bilateralmente, da quattro persone chiuse in una stanzetta a Roma». Seconda considerazione: «C'è un limite agli oggetti di scambio» prosegue Dello Sbarba. «Roma ormai vive in un clima di decadenza; il governo, colto da asfissia, è disposto a tutto. Ma certi valori non sono negoziabili. Mi spiego: la Svp, in Europa. di fronte ai cugini austriaci della Ovp, come può giustificare l'appoggio a questo governo? In Austria e in Germania, ma a ben vedere su tutto il continente, tantissimi si vergognano del nostro governo. Abbiamo segnalazioni in tal senso da tutti i paesi, specie di lingua tedesca. Ci chiedono come mai non scendiamo in piazza anche noi, come accaduto in Tunisia, per mandarli tutti a casa. La Svp dovrebbe capirlo: certi principi non sono negoziabili. Quando c'è di mezzo l'etica, non si può trattare».