Il sindaco: «C'è un progetto in corso, va rispettato». Urzì (F1i): il ministro sembra Fantozzi Spagnolli: concede tutto per due voti Holzmann cerca di contattarlo: «Questo tema non si affronta sotto ricatto, ricevo molte proteste» BOLZANO. «Siamo alle svendite per due voti Svp». Il centrodestra altoatesino si ribella a Bondi. Le garanzie del ministro alla Svp («sul Monumento solo una soluzione condivisa»), l'offerta («pronto a fermare i lavori») arrivate alla vigilia del voto sulla sfiducia scatena militanti e dirigenti del Pdl di solito restii a esternare. Le condizioni della Svp sui monumenti fascisti e la risposta immediata di Bondi scatenano anche il sindaco Luigi Spagnolli, che teme ripercussioni sul progetto di riapertura e storicizzazione del Monumento che sta portando avanti: «Il ministro non deve svendere gli italiani dell'Alto Adige per la sua poltrona. Non c'è da stupirsi che la Svp forzi la mano, ma stiamo cercando da mesi, anche con la Provincia, una soluzione condivisa. Se il governo calasse le brache e spostasse da piazza Tribunale il Mussolini a cavallo e magari togliesse pure la scritta dal Monumento sarebbe un errore. I bolzanini non capirebbero una soluzione imposta. Quanto a fermare il cantiere, forse la Corte dei conti avrebbe qualcosa da farsi spiegare». Se il sindaco è arrabbiato. la destra oscilla tra irritazione e stupore. Mobilitato il deputato Giorgio Holzmann: «Sono preoccupato e non sono l'unico. visto che ho già ricevuto diverse telefonate. Ho contattato la segreteria del ministro perché vorrei fargli presente alcune cose». Dalle fila di Fli Alessandro Urzì può permettersi anche altro: «Bondi sembra Fantozzi. Si scusa perfino per il restauro del Monumento alla Vittoria, spiegando di averlo ereditato dai predecessori». Così Holzmann: «Il tema dei monumenti va affrontato con serietà, non sotto ricatto. Si deve puntare a una soluzione accettata da tutti, quindi a un compromesso, ma questo non è possibile se c'è qualcuno come la Svp che è in una posizione di forza». Alla lista della Svp, Holzmann risponde con la propria «A Bondi vorrei dire che è giusto puntare all'apertura diurna del Monumento e alla sua tutela nelle ore notturne. Nella cripta ci possono stare esposizioni, ma non un museo sul fascismo. Trasferire il fregio di Mussolini? Una stupidaggine». Telefonino caldo anche per il capogruppo del Pdl in Comune Paolo Bertolucci «No, non siamo contenti. Via Mussolini in cambio dell'astensione? Ma per favore... Bondi sappia che in Alto Adige c'è un Pdl di cui tenere conto. Siamo finalmente al governo e succedono queste cose: va a finire che la Svp avrà la strada ancora più spianata che con Prodi. La Svp sta facendo una forzatura scorrettissima sul Monumento, proprio quando finalmente si era avviata una trattativa pacata sulla sua riapertura». Per nulla a suo agio anche Enrico Lillo, del gruppo di Michaela Biancofore: «Siamo al "do ut des" più smaccato, un comportamento deludente sia da parte della Svp che da parte del ministro. Posso capire che a Roma la priorità numero uno sia salvare il governo, ma a Bolzano facciamo fatica a capire. Michaela mi ha rassicurato dicendo che non c'è una decisione precisa, speriamo che i vertici del Pdl non autorizzino forzature». Nella sua nota dell'altra sera Bondi ha rotto un tabù della destra altoatesina scrivendo «Sud Tirolo». A Urzì (Fli) non poteva sfuggire: «Quella presa di posizione è presagio di sciagure. Il tono non è quello del ministro preoccupato della coesione sociale in Alto Adige, ma quello del personaggio che si sente braccato e che alla vigilia del voto mette sul tavolo tutto». La prospettiva, accusa Urzì, «è una smobilitazione in grande stile». Maurizio Vezzali (Pdl Berlusconi per l'Alto Adige): «Quella nota non entusiasma neppure me. Trovo che sia una vigliaccata da parte della Svp approfittare della situazione».