«L'assessore Biagi invece che rivolgersi a me chieda al sovrintendente Lolli Ghetti che cosa ha fatto, visto che è dal 1999 che aveva questi soldi a disposizione». La risposta del sovrintendente ai beni architettonici Domenico Valentino all'assessore all'urbanistica Gianni Biagi non si è fatta attendere. Manca un progetto unitario per la realizzazione dei nuovi Uffizi. Una necessità per il direttore generale del ministero dei Beni Culturali Roberto Cecchi, per poter elaborare un unico bando di tutte le opere e così utilizzare i 67 miliardi di lire stanziati nel '99 dal Ministero. Ma un progetto complessivo non esiste, finora la Sovrintendcnza è andata avanti per lotti. E nel mirino di Palazzo Vecchio è entrato ancora una volta il sovrintendente Valentino, dopo che Biagi dalle pagine di "Repubblica" con tono polemico si domanda che cosa ha fatto finora la Sovrintendenza oltre a creare intralcio al progetto Isozaki. La nuova uscita degli Uffizi progettata dall'architetto giapponese non ha mai entusiasmato i fiorentini e nemmeno il sovrintendente Valentino. "In questi anni ho fatto molte cose - spiega il sovrintendente ai beni architettonici - e se non ci fosse stato Isozaki ne avrei fatte molte altre. C'è stato anche il discorso dell'organizzazione di una nuova Sovrintendenza tra le mille difficoltà in cui siamo costretti a muoverci e tante altre questioni in città che andavano risolte. Quindi non penso di aver messo soltanto il bastone tra le ruote all'assessore Biagi." Il ministero ha stanziato nel 99 circa 67 miliardi di vecchie lire per i nuovi Uffizi, fondi che se non investiti entro aprile rischiano di tornare al mittente. Dal Ministero pretendono un progetto complessivo, ma il tempo stringe e diminuiscono le possibilità di un appalto in tempo utile. «Dal 1999 qualcosa è stato fatto - sottolinea Valentino - ma io questi soldi li ho avuti solo nel 2002 e oltre alle tante problematiche con cui ho avuto a che fare, c'è stato anche il discorso di Isozaki. La questione progetto unitario ora è in mano al direttore generale Roberto Cecchi e si vedrà». Ma la So-vrintendenza è finita nel mirino pure del consigliere delegato della società Property-Benetton che sul ripristino di piazza Castellani ha in piedi una Convenzione con Palazzo Vecchio. I lavori sono partiti ma all'appello manca ancora la loggia di Isozaki. E il consigliere delegato della società nei giorni scorsi ha fatto capire che potrebbe chiedere i danni. «Io ho dato il nulla osta da quattro mesi, non vedo perché se la devono prendere con me -risponde Valentino -. Loro possono risistemare la piazza anche con la pensilina in sospeso, per me non ci sono problemi. Ma se non iniziano i lavori è colpa loro, noi abbiamo già predisposto tutto, abbiamo solo chiesto di diminuire il numero di lampioni, da più di una trentina a 24. Hanno avuto tutto il tempo». Per quanto riguarda i progetti delle due torri per gli ascensori -in vetro e acciaio - che dovrebbero essere costruiti uno dietro alla Loggia dei Lanzi e l'altro in via della Ninna tutto è ancora in alto mare. I costi strutturali sono allo studio di Arup, società di calcoli ingegneristica. «Ci siamo incontrati venerdì scorso - spiega il Sovrintendente - abbiamo comunicato quali sono le cose che vogliamo e stiamo aspettando di sapere quanto ci verrà a costare. Se la somma sarà superiore a quella prevista dalla Merloni, dovremo fare una gara o cercare uno sponsor».