Pesano le assenze. Dopo il voto il ministro non esclude le dimissioni L'attesa. Sandro Bondi, ministro della Cultura: oggi si vota la mozione di sfiducia nei suoi confronti ROMA Niente rinvio per le mozioni di sfiducia presentate contro Sandro Bondi, ministro per i Beni culturali, sia da Pd e Idv che dal «terzo polo» (Api, Udc e Eli). Non solo, ma sulla carta il "no» alla sfiducia sembra ormai scontato. Ieri, nella conferenza dei capigruppo, l'Udc aveva formalmente chiesto il rinvio del voto alla prossima settimana per permettere ai deputati di partecipare ai lavori del Consiglio d'Europa a Strasburgo, dove domani dovranno essere votate le mozioni sulla persecuzione di cristiani. Il Pdl si è impuntato soprattutto dopo la reazione dello stesso Bondi: «Un ulteriore rinvio della mozione di sfiducia che mi riguarda sarebbe intollerabile. C'è un limite anche a giocare con la dignità delle persone per squallide ragioni di interesse politico». L'Udc ha subito protestato con Gianluca Galletti: «I nostri saranno in Europa a votare contro le persecuzioni dei cristiani e se il Pdl non capisce neanche questo ordine di priorità...». Ribatte Fabrizio Cicchitto, capogruppo pdl alla Camera: «La mozione Bondi non l'abbiamo presentata noi, ma loro. La sfiducia personalizzata contro Bondi è solo un accorgimento procedurale per presentare un'altra mozione di sfiducia nei confronti del governo in quanto tale». Il calcolo dei numeri è già cominciato. Casini ammette: «Dei miei c'è Pezzotta che è malato, mentre altri tre-quattro sono impegnati al Consiglio d'Europa, e non gli farò certo rinunciare a questo appuntamento. Anche nel Fli sono malati vari deputati». Stefano Graziano del Pd azzarda: «Saremo sotto di una quindicina di voti..». Al voto a Strasburgo parteciperanno anche 4 esponenti del Pdl (Vitali, Bergamini, Calati, Zacchera) ma proprio Cicchitto assicura che «giovedì saranno lì a votare». Secondo le ultime previsioni le opposizioni non dovrebbero superare i 305-306 voti. Si procederà per appello nominale e dunque per voto palese. Bondi si dice «sereno», soddisfatto di aver ottenuto un voto per oggi e di aver confermato la scelta di affrontare li dibattito da ministro in carica. In quanto al futuro? Bondi non anticipa niente ma fa sapere che adesso valuterà «ogni opzione, finalmente libero dalla pressione della mozione». Cioè potrebbe anche dimettersi tra qualche giorno, per riprendere in pieno il suo ruolo di coordinatore del Pdl: ma non lo farebbe sotto l'onda d'urto delle mozioni di sfiducia. Oggi alle 19 a Roma tre ex ministri dei Beni culturali (Buttiglione, Melandri e Rutelli) presenteranno il libro «Il paese maltrattato» di Roberto Ippolito, edito da Bompiani, alla libreria Croce in corso Vittorio. E forse lì, subito dopo il voto, riprenderà il dibattito sui mali che affliggono i nostri tesori.