L'Unione europea scende in campo per salvare Pompei. Una parte dei fondi stanziati per la "programmazione 2007-2013 della coesione territoriale" saranno dirottati sul sito archeologico campano. La proposta è stata lanciata dal commissario europeo per la politica regionale, Johannes Hahnt, che ieri era alla Camera per un incontro con il ministro per i Rapporti Regionali, Raffaele Fitto. Presenti all'incontro anche il governatore campano, Stefano Caldoro (PdL) e quello della Regione Basilicata, Vito De Filippo (Pd). Sul tavolo c'è un bel gruzzoletto: 29 milioni di euro. Non a caso Hahn ha sottolineato che «l'Italia è tra i maggiori beneficiari dei fondi destinati alla politica di coesione territoriale». Cioè, di finanziamenti che servono a promuovere un progresso (economico e sociale) equilibrato tra i paesi comunitari. Ora, una parte di questi soldi verrà utilizzata per ricostruire e ristrutturare gli scavi di Pompei, insieme ad altri siti archeologici. Fondi «da spendere in modo efficace» ha sottolineato Hahn, la cui proposta ha subito incontrato il favore del ministro Fitto, che si è detto entusiasta di un'idea che «sono certo troverà pronta condivisione da parte del nostro governo». Intanto, per Pompei fa strada anche l'ipotesi di una Fondazione sul modello del Colosseo. «E' un'ipotesi che stiamo valutando. Servono più soldi e i fondi arriveranno anche dai privati» ha dichiarato ieri Mario Resca, direttore generale del ministero dei Beni Culturali.